{"id":983,"date":"2017-06-18T09:31:37","date_gmt":"2017-06-18T07:31:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/?p=983"},"modified":"2017-06-25T19:41:45","modified_gmt":"2017-06-25T17:41:45","slug":"unytalia-che-non-ci-rappresenta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/unytalia-che-non-ci-rappresenta\/","title":{"rendered":"Un&#8217;Ytalia che non ci rappresenta"},"content":{"rendered":"<p>   Ho visitato nei giorni scorsi Ytalia, la mostra molto ambiziosa curata da Sergio Risaliti in luoghi magnifici di Firenze, il Forte di Belvedere, sale interne e ampie terrazze affacciate su uno dei pi\u00f9 bei panorami del mondo, e in altre tra le sedi pi\u00f9 rappresentative della Citt\u00e0 del Giglio. Un mio commento sintetico potrebbe valersi di una frase oggi molto diffusa tra il popolo statunitense nei confronti del nuovo capo di Stato: Trump non \u00e8 il mio presidente. Allo stesso modo, ovviamente \u201csi licet parva componere magnis\u201d, io posso dichiarare che questa non \u00e8 la mia Italia, con la ipsilon o no, essa non mi rappresenta, non ci sono molti degli artisti per cui io mi sono battuto in lunghi anni della mia carriera. Il suo titolo esatto dovrebbe essere \u201cCelantabo\u201d, infatti si tratta di un cocktail costituito al 70% di immancabili protagonisti dell\u2019Arte povera, e per il resto da scelte operate da ABO. Il lato triste della vicenda \u00e8 che Risaliti di suo non ci ha messo proprio nulla, ma questo sembra essere il destino fallimentare di critici e curators venuti un\u2019abbondante generazione dopo di noi, rimasti soggiogati dal fascino del duo Celant-ABO e intenti a leccargli il fondoschiena, come se solo quei due fossero i depositari della saggezza.  E gli altri, a cominciare da me, ma ricordando anche qualcuno pi\u00f9 di me, Calvesi, Menna, Boatto, Crispolti ecc.? Roba  da nulla, da qualificare, dantescamente, con un \u201cnon ti curar di lor ma guarda e passa\u201d, persone che non esistono,  fuori dal listino internazionale, e quindi da rottamare, beninteso assieme alle infelici opzioni che hanno preteso di sostenere.<br \/>\n   Per carit\u00e0, se si va a vedere i prescelti, i \u201cprimi della classe\u201d di questa selezione presuntuosa e aristocratica, che semmai sarebbe il caso di chiamare \u201cRisalitia\u201d, non ho nessuno, nel mio piccolo, da bocciare, anzi, a ciascuno di loro ho dedicato analisi articolate e positive, senza certo aspettare che fosse Risaliti a indicarmi la strada, in qualche caso mi \u00e8 capitato pure di esporre le medesime opere, che infatti, in genere, godono del privilegio di essere gi\u00e0 state viste molte volte, ma la cosa non  conta nulla per chi, come Risaliti, opera per l\u2019eternit\u00e0, pretende di costituire un museo delle glorie italiche valido per sempre. E dunque, che conta se il magnifico scheletro di De Dominicis \u00e8 gi\u00e0 stato esposto tante volte, perfino dal reazionario Sgarbi, e quasi al fianco del Duomo di Milano? I candidi fantasmi di Fabro affacciati sul parapetto, in estatica visione del panorama pi\u00f9 bello del mondo, io li avevo esposti a Belluno, in sede certo pi\u00f9 volgare e meschina. Il doloroso autoritratto di Boetti, che quasi per raffreddare il male interno si annaffia copiosamente, \u00e8 stato esposto per mesi al Beaubourg. E cos\u00ec via, ognuno di questi capolavori, che di questo certo si tratta, un generico popolo di amanti dell\u2019arte ha gi\u00e0 avuto modo di ammirarli tante volte. Ma quello che sconcerta, \u00e8 la sicumera di chi fa la lista, di chi stabilisce il canone cui attenersi, procedendo anche al negativo, con bocciature ingiustificate.  Succede come quando in una lista elettorale si concede al votante di cancellare i nomi che non contano. E cos\u00ec, se si tratta dell\u2019Arte povera, vengono cancellati, chiss\u00e0 perch\u00e9 Calzolari, Zorio, la stessa Marisa Merz,  evidentemente ritenuti indegni di sorpassare la magica soglia. Ancora pi\u00f9 esosa la selezione ai danni della Transavanguardia, di cui passa  il solo Paladino, esclusi invece Chia, Clemente Cucchi, De Maria, colpevoli di quali reati? Naturalmente non si parla dei Nuovi-nuovi, roba da chiodi, si sa bene che sono espulsi da ogni pubblico simposio, a cominciare dai capofila,  da Salvo e da quell\u2019Ontani che oggi, a quanto pare, sta trionfando perfino troppo, ma i loro nomi  non entrano nell\u2019albo d\u2019oro che conta, non vi si trovano, sarebbe quindi di cattivo gusto venir meno alla consegna, fare uno strappo al galateo. In definitiva, dove si pu\u00f2 rinvenire qualche sprazzo di novit\u00e0? Nella comparsa, devo dire copiosa e con pezzi significativi, di due toscani come Marco Bagnoli e Remo Salvadori, ma per carit\u00e0, non si pensi a una volgare applicazione di uno \u201cius soli\u201d, il fatto \u00e8 che il magno Celant, ben deciso a chiudere la stalla del poverismo, a non farci entrare pi\u00f9 nessuno, ha fatto solo un\u2019eccezione per questi due, e  per pochi altri. Ma si vedono con piacere le piastrelle decorative, dei mandala, degli azulejos monocromi, con cui Salvadori ha costellato e animato la facciata dell\u2019austera fortezza, e si vede pure con piacere la spaziosa panchina in cui Bagnoli ha prodotto un abile mix, un omaggio a Fabro, e ai cenci in cui ha avvolto il suo \u201cspirato\u201d, con accanto le dame, gli scacchieri tracciati da qualche rozzo emigrante seduto per un momento a contemplare il magnifico paesaggio circostante, che \u00e8 la moneta che compensa tutte le insufficiente e gli arbitri di questa antologia, da cui l\u2019Italia, con la sua molteplice e ben sfaccettata realt\u00e0 artistica, \u00e8 ben lontana.<br \/>\nYtalia, a cura di Sergio Risaliti, Firenze, Forte di Belvedere e altre sedi, fino al 1\u00b0 ottobre. Catalogo in preparazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho visitato nei giorni scorsi Ytalia, la mostra molto ambiziosa curata da Sergio Risaliti in luoghi magnifici di Firenze, il Forte di Belvedere, sale interne e ampie terrazze affacciate su uno dei pi\u00f9 bei panorami del mondo, e in altre tra le sedi pi\u00f9 rappresentative della Citt\u00e0 del Giglio. 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