Arte

Botero nella sua città natale

Ci si stupirà molto nel constatare che dedico l’attuale pezzo d‘arte a Fernando Botero, che ci ha lasciato nei giorni scorsi, nato nel 1932. Infatti non intendo affatto innalzare lo scarso livello di stima che provo verso questo artista, e mi chiedo ogni volta le ragioni del successo che ha riportato in Occidente, imponendo un tipo di immagine femminile che è contrario a tutti gli ideale nostrani, dietetici, di moda, di valutazione estetica. Da noi, semmai, si corre il rischio opposto di lodare una figura femminile magra all’eccesso, snella, leggera. Però devo ammettere che ogni artista va visto entro l’ambiente in cui è nato. Botero era di Medellin, in Colombia, città a me cara, dove in effetti ho soggiornato più volte, invitato da un ex-allievo, poi divenuto docente di prestigio della locale Universidad de Antiochia, Carlos Arturo Fernàndez. Naturalmente Medellin ha reso ogni possibile omaggio a questo suo figlio che tanta fortuna ha riportato all’estero, infatti la città natale gli ha dedicato un museo ben nutrito di un ampio repertorio dei suoi dipinti, e la piazza centrale reca una serie di sculture che rendono dominante il suo tipo muliebre, di donne pienotte, ben robuste in carne. Ma quello che conta, è dover constatare che quello stesso tipo di femminilità domina nelle donne viventi e presenti, è un perfetto concentrato di tutte le caratteristiche genetiche del tipo autoctono, ovvero, di Botero se ne vedono tante in giro, intente a fare la spesa, o a dialogare tra loro, quasi scendendo dalle immagini bronzee che l’artista gli ha dedicato nelle sue sculture. Naturalmente questo non giustifica l’invaghimento e il consenso ottenuti da noi occidentali, ma forse gioca proprio questo carattere distintivo, quasi la voglia di rendere omagg

Standard