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Dom. 29-11-20 (decessi)

Non so se mai raggiungeremo la cosiddetta immunità di gregge, ma di sicuro siamo già in una sorta di ebetudine di gregge. Mi riferisco al fatto che ogni giorno ci viene inflitto il numero dei decessi causati dal contagio, numero a tre cifre, col commento aggravante che esso è il più alto in Europa, e il terzo nel mondo. Ebbene, nessuno dei dotti e pensosi uomini di cultura e giornalisti convocati ogni sera nel salotto ossessivamente ripetitivo della Gruber, o in tante altre occasioni di pubblico dibattito, osa avanzare una domanda di normale buon senso, ovvero, di grazia, ci si dica quanti, nel medesimo giorno, sono stati i decessi per altre malattie indipendenti dal covit, come le crisi cardiache, i tumori, altri guai e acciacchi. Se quel numero è sensibilmente inferiore ai decessi attribuiti al contagio, allora io ho torto marcio, è proprio questo che infierisce presso di noi in misura così ingente. Però, un momento, la verifica non è ancora completa, dobbiamo conoscere, statistiche alla mano, quanto in base ad esse dovrebbe essere presumibilmente il numero dei deceduti di quel certo giorno. Se dovesse risultare inferiore alla media statistica, ci sarebbe da sospettare che i nostri bravi virologi, con mossa astuta, traferiscono le morti naturali mettendole a carico delle vittime del contagio, tanto per farci credere che esso infierisce su di noi come prima, E dunque, essi possono continuare indisturbati a godere di una sovraesposizione mediatica.

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Dom. 22-11-20 (telepandemia)

C’è quale timido segno di rivolta contro i diktat imposti dai nuovi monatti a una cittadinanza che vogliono costringere in stato di sottomissione gregaria. L’ottimo vignettista Giannelli, dalle colonne del “Corriere della sera”, qualche giorno fa ha denunciato la “Telepandemia”. Inserendo in un riquadro le sagome di ben dodici virologi d’assalto, quelli che in ogni ora e in ogni rete televisiva ci minacciano di sciagure, rovine, lutti, preparandosi in cuor loro a farci passare in stato di lockdown, o quasi, l’intero Natale, e magari, perché no, gettando un avido sguardo anche verso Pasqua, tanto, finché non arriva il vaccino, per loro non c’è speranza, ma resta evidentemente a minacciarci lo Speranza con la maiuscola. In parallelo c’è pure la telepandemia dei vari conduttori di rubriche, sul tipo della Gruber e della Merlino, all’insegna di “piatto ricco mi ci ficco”, pronte a spalleggiare i virologi di riferimento. Credo che fra tante voci di ripetitori interessati l’unica che si distingua per un certo rigore sia l’Annunziata, che domenica scorsa, intervistando il magno Locatelli, investito, al pari dell’altrettanto magno Arcuri, di poteri eccezionali, le è scappato detto che i loro dati sul contagio sono raccolti “alla carlona”. E l’ha spalleggiata niente meno che il presidente dei Lincei, osservando che poco vale assediarci con dati globali, servono dati analitici, per capire davvero le dinamiche del contagio. Mi pare che in quella stessa trasmissione a Paolo Mieli sia scappata detta una cosa di elementare buon senso, già varie volte detta pure da me, che i tamponi andrebbero fatti nello stesso numero ogni giorno, unico modo per poterne trarre delle statistiche attendibili. Non parliamo poi dell’argomento lugubre e minaccioso fra tutti, il numero giornaliero dei decessi, con l’allegra notizia che in questa funesta contabilità siamo i primi in Europa, e che nel mondo intero ci superano solo l’Iran e il Brasile. Com’è possibile? Intanto, ci dicano quali sono le fasce d’età soggette a questa incredibile mortalità, risulterà che sono in alta percentuale gli ultra-ottantenni. E chi ci dice che la causa delle loro morti sia stato davvero il covid, o non piuttosto un carico di altre malattie a cui la presenza del contagio ha dato appena il tocco finale? Mi pare incredibile che l’opinione pubblica non chieda a gran voce di conoscere i dati statistici delle morti avvenute negli anni passati alle date corrispondenti nel calendario a quelle degli attuali referti. Solo la valutazione di una differenza del genere ci permetterebbe di valutare la reale incidenza del contagio. Ma a patto che chi dà le cifre sia in buona fede e non faccia scivolare nel numero delle vittime del covid i morti per cause naturali, tanto per gonfiare la cifra e incutere timore a noi profani.

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Dom. 15-11-20 (J’accuse)

Dopo la Colonna dell’infamia eretta domenica scorsa, ora scomodo un “J’accuse” di zoliana memoria, sempre avendo come principali obiettivi i ministri Franceschini e Speranza. Procedo magari a elencare alcuni divieti leciti, cui io stesso mi attengo. Come quello di indossare le mascherine anche all’esterno, E certo ci voleva un coprifuoco, per evitare soprattutto le “movidas”, ma bastava porlo, come si era fatto in un primo tempo, alle 22 o 23, l’aver privato i ristoranti di servire la cena serale è stato un atto di puro sadismo che chiede vendetta. Si sa che i giovani, sfruttatori dell’”apericena”, non si siedono certo ai tavoli ma si affollano ai banconi, poi vanno a bere all’esterno. Questi dunque erano i comportamenti da impedire. Si potrebbero pure accusare i trasporti, ma bastava mettere un sistema di controllo sia alle fermate delle metropolitane sia sugli autobus. Leggo che ora si chiudono le più importanti stazione della metropolitana di Roma, anche questo è sadismo allo stato puro, provvedimento che grida vendetta, che meriterebbe di essere bollato da una insurrezione popolare. E poi, perché chiudere le scuole, nonostante che la ministra Azzolina ne avesse difeso la continuità di apertura? Il prendere le lezioni on line crea dei seri problemi a molte famiglie, e del resto siamo gli unici in Europa a insistere in questo disastroso divieto.
Resta poi il fatto, che meriterebbe anch’esso una sollevazione popolare di protesta, il fatto che i tamponi che si applicano a ruota libera, non si sa bene con quale criterio, col sospetto lecito che, se i contagi calano di numero, si dia ordine di farne di più, facendo aumentare per inevitabili regole statistiche il numero dei contagiati. E quando ci si deciderà a dare la differenza tra i cosiddetti asintomatici, che sono la maggioranza, e quelli che al momento sono già soggetti all’infezione? Perché non darci le probabilità statistiche che quelli della prima categoria, prevalente, contagino davvero gli altri?
Per altre cruciali questione mi basterà rimettermi al Data room dell’autorevole Gabanelli, che ci ha detto che la vera crisi sta nei medici di famiglia, i quali non intervengono se chiamati al minimo segno di contagio, causando quindi il ricorso alle ambulanze, con una folla di pazienti che potrebbero essere tranquillamente curati a domicilio, ma che così vanno a intasare gli ospedali, sostando in lunghe file in attesa di accoglienza. E il super-monatto Arcuri, invece di cumulare incarichi, non potrebbe intanto procedere a procurare bombole d’ossigeno, da portare nelle case, evitando appunto il ricorso agli ospedali, che peraltro anche loro ne scarseggiano?
Infine il capitolo dei morti, su questo si è espresso, se si vuole con cinismo, ma anche con franchezza, domenica scorsa il Presidente della Liguria Toti, intervistato dalla Annunziata. Al 90% muoiono degli anziani ultra-ottantenni (dunque, in sostanza, dei mei coetanei), già vittime di precedenti patologie, per cui riesce difficile valutare l’effettiva incidenza del covid a procurare il decesso. E poi, per favore, dateci il numero dei decessi avvenuti negli anni procedenti, fateci fare il conto della differenza.
Contravvenendo a tutte queste sacrosante richieste i nuovi monatti creano un clima di terrore tra la popolazione, fra l’altro ci hanno riportato in coda in Europa, dopo qualche effimero punto a nostro favore. Oggi siamo quelli che dichiarano ogni giorno il maggior numero di contagiati, di deceduti, di ricoverati. E si aggiunge a tutto questo anche il calo del anche il calo del PIL, dopo il rimbalzo anch’esso effimero dichiarato qualche giorno fa dal ministro Gualtieri. Ma certo la congrega dei virologi, sotto la guida compiaciuta di Speranza, si frega le mani di piacere per questo andamento così favorevole ai loro auspici, lunga vita a un contagio così’ remunerativo in termini di prestigio personale, di presenza sui media.

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Dom. 8-11-20 (colonne)

Tempo fa ho elevato una manzoniana colonna dell’infamia per stigmatizzare quanti si erano pronunciati contro la riforma tentata da Matteo Renzi, uno dei cui cardini era l’abolizione di quel male esclusivamente nostrano che sta nel cosiddetto bicameralismo perfetto, un male che la recente nuova riforma costituzionale non ha affrontato per nulla, limitandosi a ridurre il numero dei rappresentanti di ciascuna delle due camere, ma conservandole nel ruolo inutile di pestarsi i piedi reciprocamente. Allora, al culmine di quella colonna dell’infamia avevo posto il costituzionalista Zagrebelski, uno dei più scatenati nel contrastare quelle salutare riforma. Ora innalzo una nuova colonna dell’infamia, ahimè ugualmente inutile, puramente virtuale, ponendovi in testa il ministro Franceschini, che invece di tutelare i beni culturali, come sarebbe suo compito, si è affrettato a intimare la chiusura di musei ed esposizioni, mettendoli sullo stesso piano delle sale delle attrazioni, di bigliardini e simili. E beninteso la proibizione colpisce ugualmente cinema e teatri. Provvedimento insensato, sadico, in quanto non sono certo quelli i luoghi che incrementano il contagio, visto che l’accesso, anche nella precedente fase di apertura, veniva ben controllato con varie misure, prenotazione delle visite, controllo degli accessi con termo scanner, mantenimento delle distanze, eccetera. E dunque è solo uno stupido, barbaro intervento punitivo. Al secondo posto metto il ministro Speranza, botolo ringhioso, ultra-sinistro insofferente della causa della socialdemocrazia, recuperato per miracolo, e ora predicatore di sciagure. Dei vari provvedimenti restrittivi che dobbiamo a lui si potrebbe senz’altro accettare il cosiddetto coprifuoco, ma basterebbe averlo posto attorno alle ore 23, lasciando ai ristoranti il diritto di servire la cena, oltre al pranzo. Le cause di contagio sono le movidas notturne, che in genere iniziano proprio a partire dalla tarda serata. Disastroso pure il provvedimento di far chiudere di nuovo le scuole, a differenza di ogni altro Paese d’Europa, provocando l’enorme disagio di costringere i ragazzini in casa, senza magari l’assistenza dei genitori, o il possesso delle giuste tecnologie per usufruire di lezioni in streaming. E pensare che fino a pochi fa la ministra Azzolina aveva dichiarato che dall’apertura delle scuole in presenza non si recedeva, così come l’altra ministra De Micheli aveva dimostrato, numeri alla mano, che un riempimento dei mezzi di trasporto all’80% era sopportabile. Del resto, se è il timore che sia proprio questa una delle cause dell’incremento del contagio, ci sono vari rimedi possibili, se almeno si ha fiducia in un potere discriminante dei termo scanner, che potrebbero bloccare i febbricitanti all’ingresso delle metropolitane, o sugli autobus in circolazione. Quanto poi all’aumento dei contagi, ovviamente questo è in funzione statistica del numero dei tamponi, più se ne fanno, più esso sale. Per i morti, dovremmo metterci tutti in coro a chiedere che ci dicano quanti sono stati i deceduti alle medesime date negli anni scorsi. E abbiamo davvero validi criteri di accertamento se le morti siano davvero dovute al covid e non ad altri fattori patogeni? Quanto ai ricoveri in aumento, questo è dovuto proprio al clima di panico alimentato da Speranza, con il solerte aiuto dei vari virologi, e all’assenza di un sistema medico familiare che sia pronto a intervenire se qualcuno denuncia d€i possibili sintomi di contagio. Il clima di paura creato dai nuovi monatti induce le persone a chiedere senza indugio un possibile ricovero in ospedale, ingolfandone i poteri di ricettività.

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Dom. 1-11-20 (divieti)

Non sono stato buon profeta nel domenicale scorso nel mio dichiarare un appoggio alle forze governative, alla ministra Azzolina e al suo proclama di voler lasciare aperte in presenza le scuole, adducendo i numeri bassi di contagi provocati da una simile iniziativa. E pure la ministra De Micheli tentava di scagionare le accuse contro i mezzi di trasporto. Purtroppo entrambe sono state inchiappettate dalla inesorabile setta dei virologi o nuovi monatti, che hanno imposto restrizioni a non finire. Tra queste, le uniche sensate sono la chiusura dei locali alle 23 o 24, per colpire la movida, credo principale causa del propagarsi dei contagio. E forse qualche rischio va pure addebitato a carico dei trasporti. La recente decisone di chiudere bar e ristoranti alle 18, e cinema e teatri del tutto, appare insensata. Ieri ho sentito le accorate proteste di Pupi Avati, Irene Pivetti, Paolo Mieli, che del resto si aggiungono al coro di proteste che si sta levando in tutte le piazze d’Italia e fa crollare nei sondaggi la popolarità del premier Conte, che appare appunto preso nella morsa dei Franceschini e Speranza e Arcuri. Dovremmo costituirci in gruppo di pressione per ribadire quanto io non mi sono stancato di segnalare in tutti i domenicali precedenti:
Tamponi. Logica vorrebbe che ogni giorno si facessero in ugual numero, per poter condurre dei raffronti. E’ chiaro che più se ne fanno, più il numero dei contagi cresce per forza statistica.
Asintomatici. E’ legittimo metterli in conto assieme agli evidenti portatori di contagio, come rivela lo stato febbrile in cui si trovano?
Termo scanner. Serve a qualcosa oppure no? Solo ieri sono stato sottoposto a questa prova sia all’atto di salire su una FR per andare a Roma, sia entrando alla Quadriennale per visitare quella mostra. Se ci credete, non pretendete altro. Se no, sospendete quello che considerate un rito inutile.
Morti. Quando i nuovi monatti si decideranno a darci giorno per giorno il numero dei deceduti alla stessa data negli anni passati? Solo la differenza tra quel numero e l’attuale ci può indicare la vera incidenza del virus sulla mortalità. Inoltre, si è sicuri di saper distinguere in misura certa i deceduti da virus rispetto a quelli che se ne vanno per un carico di mali pregressi? In che misura un decesso può risultare pura opera del virus, o questo agisce solo come concausa, come goccia che fa traboccare il vaso di una situazione già grave in precedenza?
Trasporti. Ci vuole molto a far mettere degli inservienti agli ingressi delle stazioni metrò, a Torino, Milano, Roma, Napoli, con controllo termo scanner a chi entra? E perché non far circolare sugli autobus, al modo del controllori di un tempo, anche in questo caso degli addetti chiamati a controllare la temperatura dei presenti, facendoli scendere alla fermata successiva in caso di temperatura fuori regola?

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Dom. 25-10-20 (governo)

In questo momento mi dichiaro “governista”, non tollero per esempio gli sforzi della Gruber che, in barba al suo obbligo di imparzialità, sta spingendo gli ospiti a farsi profeti di sventure. Ho già detto che lodo la risoluzione con cui la ministra Azzolina insiste sulla necessità di tenere aperte le scuole, e di farle frequentare in presenza, mentre molti governatori di regione, pericolosi emanatori di terrore, invocano l’insegnamento da lontano. Tra tutti emerge, ovviamente, il governatore De Luca, con la sua odiosa predicazione di una catastrofe imminente. Purtroppo ho perso la puntata di venerdì 23 del bravo Crozza, spero che abbia rivolto a De Luca una dissacrante parodia. Mentre nell’”Otto e mezzo” sempre di venerdì 23 mi è piaciuta molto la pacatezza con cui la ministra De Micheli ha tenuto testa agli attacchi, fomentati proprio dalla Gruber, di quanti accusano i trasporti come luogo di produzione dei contagi crescenti. Caso mai, sarebbe da accogliere il suggerimento non già di obbligare gli studenti delle classi superiori a starsene a casa, ma a frequentare le lezioni in orario pomeridiano per snellire il carico dei trasporti. Ma anche per questi, rinnovo le mia osservazioni di buon senso: mettere alle fermate delle metropolitane delle persone per il controllo delle temperature con termo scanner, e farle viaggiare sugli autobus, al modo dei controllori, per prendere in corsa le temperature, facendo discendere, a una fermata successiva, chi ne avesse una fuori norma.
Ma soprattutto, si diano risposta a certi miei interrogativi di fondo: con che criterio si fanno i tamponi? Non sarebbe meglio eseguirne ogni giorno un numero fisso, e secondo una campionatura ben chiara? Questo per fugare il sospetto che in realtà siano i nostri impagabili nuovi monatti a ordinare di farne di più per dimostrare che il contagio si allarga. E quale differenza tra la mortalità quotidiana degli anni scorsi e l’attuale, ovvero come si fa a stabilire che un deceduto di ora sia proprio vittima del covid, e non invece un condannato inevitabile per un carico di mali precedenti? Infine, quanto all’aumento dei ricoveri, devo dare ragione a Travaglio quando mette sotto accusa il terrore seminato dai nuovi monatti, per cui ai primi sintomi di disagio non si chiama il medico di base, ma si pretende si essere immediatamente ricoverati.

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Dom. 18-10-16 (trasporti)

Non sono un negazionista, quindi, ora che è fatto obbligo in ogni occasione pubblica, indosso la mascherina, del resto se non lo facessi sarei crocifisso da ogni passante, già tentavano di farlo quando, non essendocene l’obbligo all’aperto almeno nella Regione Emilia Romagna, non la portavo, ma mi vedevo circondato da una folla di zombie che mi guardavano in cagnesco con evidente disapprovazione, fieri invece, loro, di portarla, perché siamo un popolo gregario, basta leggere Scurati circa il culto supino riservato a suo tempo a Mussolini, e poi siamo attaccati alla pellaccia, pieni di paure, che ovviamente la categoria da me stigmatizzata dei nuovi monatti fa ogni sforzo per rafforzare. Vado per esempio a esaminare alcuni punti.
Primo, i tamponi. Non sarebbe il, caso di farne ogni giorno lo stesso numero? Evidentemente se questo varia ad libitum, varia anche il ritrovamento del numero dei contagiati. Inoltre non ci vorrebbe una campionatura, non sarebbe il caso di interpellare le ditte esperte in sondaggi? Forse sarebbe bene affidare a loro il criterio di chi sottoporre ai tamponi, tanto per evitare il sospetto che ci pensino proprio i nostri bravi virologi, è evidente che più tamponi si fanno, e più sale il numero dei contagiati.
Due, le morti. Chi ci assicura che i morti che ci vengono religiosamente snocciolati giorno per giorno lo siano proprio a causa del covid, e non per pregressi stati di malattia?. Magari il covid interviene a dare un cricco ultimo a chi è già in pessimo stato. E poi non sarebbe corretto darci anche il numero dei morti per ragioni naturali’ Anche qui c’è il sospetto che a fini allarmistici i nostri bravi monatti facciano inserire nel numero dei decessi chi se n’é andato per altre ragioni, tutto fa brodo per mantenere il clima di sospetto e di paura, che tanto giova ai nuovi monatti.
Terzo, i termo scanner. Dovremmo deciderci se questo strumento vale oppure no, Solo nei giorni scorsi sono stato sottoposto a questa prova, ottima per la sua rapidità. quando sono andato dal barbiere, e anche quando ho preso una Freccia Rossa. Direi che, superata questa prova, si può essere ammessi senz’altro nei rispettivi ambienti, e forse si può prescindere anche dalla distanziazione. Ovviamente i virologi in coro mi direbbero subito esultanti che potrei essere un contagiato asintomatico, che quindi sfugge alla prova della temperatura, ma con altrettanta sicumera mi affretterei a dire che poco male, vuol dire che io contagio qualcuno che a sua volta avrà un’alta temperatura e non sarà fatto entrare.
Quarto, i trasporti. Non si vede proprio perché, sempre con l’ausilio dei termo scanner, non si mettano degli addetti all’ingresso delle stazioni delle metropolitane, dove queste ci sono, a Milano, Roma, Torino, Napoli, il che oltretutto potrebbe prescindere dal criterio della distanziazione, con quell’ assurdo numero limitato di ingressi. Ovviamente alle fermate dei tram non si potrebbe fare lo stesso controllo all’esterno, ne verrebbero file interminabili e l’inconveniente di far perdere le corse alle persone in attesa, ma in questo caso il controllo potrebbe essere condotto a bordo, facendo scendere alla prima fermata utile chi risultasse positivo.-
Quinto. Infine, dopo tante mie note di biasimo, questa volta mi devo congratulare col ministro Azzolina, che ha perfettamente ragione nel protestare contro la pretesa del governatore campano De Luca di far chiudere le scuole. Non per nulla questo politico è diventato uno dei bersagli più gustosi della efficace satira condotta da i Crozza.

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Dom. 11-10-20 (Vaticano)

Papa Francesco gode sicuramente di buona stampa per le sue incessanti predicazioni a favore dell’accoglienza, della pace, del rifiuto di ogni discriminazione tra i vari membri della comunità umana, e beninteso un simile giudizio positivo risale indietro ai suoi predecessori, a partire dal forse più innovativo fra tutti, Giovanni ventitreesimo. Però uno spirito laico come io sono non può mancare di rimproverare a tutti loro alcuni gravi torti teologici. Per un verso, non si sono certo esentati dal proclamare l’uguaglianza tra uomo e donna, ma allora, perché non concedere anche alle donne l’esercizio del sacerdozio? Il fatto che non ce ne sia una autorizzazione nei Vangeli non è certo una buona ragione, sarebbe come voler essere terrapiattisti perché la rivoluzione copernicana non compare nei testi sacri. Io mi sono chiesto per quali ragioni resiste questo curioso interdetto, in uno dei miei primi blog ne ho indicato un motivo se si vuole alquanto esteriore e risibile, infatti allora qualcuno aveva riferito con commento divertito quel mio parere. Che cioè la Chiesa teme che una sacerdotessa consacrata possa rimanere incinta. Se il sacerdote ha rapporti sessuali, non lo si vede, mentre nella sua eventuale collega se ne vedrebbero segni fin troppo eloquenti. Un altro motivo che genera forte perplessità sta nella condanna della contraccezione. Capisco che la Chiesa condanni in un credente la risoluzione di non fare figli, ma dovrebbe riconoscere il diritto di pianificare le nascite secondo le proprie possibilità, e soprattutto cessare di considerare l’accoppiamento come una sorta di peccato che può essere perdonato solo se destinato alla procreazione. Si sa quanto proprio le nascite incontrollate mettano a rischio le popolazioni del terzo mondo. Ma in definitiva mi si potrebbe controbattere che appunto da coscienza laica non mi devo impicciare in quesiti teologici. Ora però c’è un altro grave motivo di dissidio, provocato dal caso Becciu. Questo cardinale sarà anche il peggiore dei criminali, ma secondo le leggi di uno stato laico avrebbe diritto a vari gradi di giudizio, prima della condanna definitiva, invece nello Stato del Vaticano è stato soggetto al gesto dispotico di un padre padrone che lo ha condannato ed espulso per sua imperscrutabile decisione. Insomma, siamo in presenza di uno stato teocratico estraneo a tutti criteri della democrazia occidentale. Per questo verso il Tevere resta molto largo, separa decisamente le due sponde.

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Dom. 4-10-20 (concorsi)

Credo di aver già detto che, pur essendo orgogliosamente iscritto al Pd, condiviso la mozione di sfiducia che il fronte della destra vorrebbe scagliare contro la ministra Azzolina, come già aveva fatto contro il ministro della giustizia Bonafede. Anche se capisco bene che il Pd, anche se in buona misura condivide quell’impulso, vi si deve opporre per non compromettere l’alleanza giallo-rossa, diga proprio contro l’offensiva destrorsa, non cessata affatto. Il nuovo crimine della Azzolina è di non aver accettato che il concorso per l’assunzione di nuovi insegnanti slittasse al periodo natalizio, come invece era richiesta appunto del Pd. E’ illogico che in un mento così difficile si sottraggano per giorni i docenti, già carenti di numero, all’obbligo scolastico per costringerli a partecipare al concorso, i cui risultati, comunque, si saprebbero solo a distanza. Quindi tanta fretta nell’anticipare il concorso non risponde neanche all’esigenza di avere al più presto nuovi docenti, a questo ci pensano i bandi di supplemza. Ma ho pure detto che bisognava abbandonare il criterio del distanziamento obbligatorio, affidandosi solo al termo-scanner come unico criterio per non far entrare i sospetti positivi, Diversamente, liberi tutti di sedersi accanto ad altri come loro risultati negativi al controllo, senza obbligo di dividere le classi, e soprattutto di raddoppiare il numero dei docenti. Fra l’altro, rimandando le prove concorsuali di tre mesi, si poteva sperare che lo spettro del contagio si fosse definitivamente allontanato. In proposito, riaffermo anche in questo caso un consenso alle accuse della destra: perché prolungare lo stato d’emergenza addirittura fino a gennaio, perché darla vinta ai nuovi monatti, che ovviamente gongolano e si fregano le mani dalla gioia? Altri mesi di passerella mediatica così garantita. E resta l’interrogativo di fondo, come si fa a dire che i contagi aumentano di numero, solo per qualche sondaggio fatto qua e là in modo non sistematico? E’ la truffa del bigliardino, quando con la pancia si urtavano le sponde del meccanismo per far entrare la pallina nel buco. Ora sono i virologi che spingono per fare crescere il numero dei contagi che a loro giova tanto.

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Dom. 27-9-20 (elezioni)

Non sono intervenuto con un “lunediade”, come altre volte, per commentare gli esiti sia del referendum, sia delle regionali e comunali, in quanto l’esito dell’uno e delle altre mi è sembrato abbastanza scontato. Per il primo, ripeto la mia meraviglia per lo sgarro costituzionale di ammettere un referendum senza quorum, Una simile possibilità esiste nella nostra costituzione ab origine o è stata inserita da qualche intervento populista in un certo momento? Ora la cosa si complica con la profezia emessa da Grillo, che in futuro faremo sempre più ricorso a queste rapide consultazioni, come già fanno i suoi seguaci attraverso la piattaforma Rousseau. Osservo en passant che Grillo mi sta diventando simpatico, mentre all’inizio lo aborrivo, come il vero promotore dell’ondata di qualunquismo da lui suscitata col suo movimento. Ora mi piace quel suo ruolo di deus ex machina, capace anche di esercitare un’influenza positiva, come è stato nell’incitare i suoi a fare il governo giallo-rosso. Ma proprio se i referendum propositivi dovessero diventare prassi consueta e frequente, ovviamente a maggior ragione si dovrebbero regolamentare, ponendo innanzitutto l’obbligo di un quorum da rispettare. E poi ci vorrebbe un organo predisposto al compito di stabilire quali siano i quesiti da sottoporre ai referendum confermativi, e dunque non si riesce ad evitare la necessità di un qualche ente regolatore. Scatta a questo proposito il secondo aspetto del mio disappunto, che nessuno, nella recente circostanza referendaria, abbia ricordato che l’unica misura davvero necessaria sarebbe stata l’abolizione del senato, ovvero di una delle due camere, il vero ente inutile. Quanto all’esito delle Regionali, evidentemente nei casi sub iudice della Toscana e delle Puglie ha funzionato il voto, non tanto disgiunto, quanto utile. Qualcuno ha anche detto che in definitiva, tranne il caso delle Marche, altro non è avvenuto se non la conferma dei governatori già eletti in precedenza, con un l inevitabile effetto di cattura dei consensi a loro favore. Due altre osservazioni. Nulla cambia nelle prospettive del governo, dato che ovviamente la riduzione dei parlamentari non si può fare subito, andando in giro con le forbici, bisogna attendere un turno elettorale. E questo non sarà vicino, i sondaggi confermano che se si andasse alle elezioni tra breve, sarebbe la destra a vincere. E dunque, ai partiti della maggioranza conviene che il governo giallo-rosso prosegua nella sua azione, anche se incerta e traballante.

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