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7-8-22 (3%)

Devo fare qualche rettifica al mio domenicale del 31 luglio scorso, credevo infatti che la soglia di sbarramento per le liste che si presentassero da sole alla prova elettorale fosse fissata al 5%, troppo per Renzi, invece essendo solo al 3%, egli può sperare di superarla, quindi fa bene a correre da solo, potrebbe costituire un utile granello di sabbia nel meccanismo di una destra quasi sicuramente [...]  CONTINUA A LEGGERE

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Dom. 31-7-22 (Elezioni)

Ormai quasi tutti gli interessi vanno alle prossime elezioni, e alle relative squadre che si presenteranno alla prova. Io credo che al Pd convenga la linea della massima apertura, pronta ad accogliere ogni formazione, anche se piccola, che possa comunque essere accettata. Il criterio per valutare è dato, in definitiva, dall’aver approvato il governo Draghi, chi lo ha approvato senza riserve, [...]  CONTINUA A LEGGERE

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Dom. 24-7-22 (L’errore di Draghi)

La sconfitta di Draghi è avvenuta in due tempi. Il primo è consistito in quella sua pretesa di reimbarcare i Cinque Stelle, forse per un impulso morale, si sentiva scalfito dall’accusa di aver chiesto a Grillo di far fuori l’ingovernabile Conte. E’ esistito qualche passo di questo genere? Certo è che Draghi ha messo un impegno eccessivo a volerlo negare, appunto considerando ineliminabile [...]  CONTINUA A LEGGERE

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Dom. 17-7-22 (Draghi)

Naturalmente io  sono dei tanti che si augurano che Draghi receda dalla decisione di dimettersi e riprenda il suo pur faticoso e ingrato compito di presidente del consiglio.  La sua pretesa di non perdere nella maggioranza i Pentastellati è alquanto incomprensibile, se non per via psicologica, forse davvero ha tentato di persuadere qualcuno (Grillo?) a togliergli di mezzo Conte, così si spiegherebbe [...]  CONTINUA A LEGGERE

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Dom. 10-7-22 (Bernacca)

Il miglior meteorologo della RAI è stato il colonello Bernacca, che ci ammoniva a guardare i tempi lunghi, a prendere atto delle statistiche, prima di farci sciocchi profeti di catastrofi nascenti nei tempi brevi. Si ricordino alcuni infortuni in cui sono incorsi i nostri profeti di sventure, quando ci avevano parlato del buco dell’ozono, provocato, udite udite, addirittura dalle bombolette di [...]  CONTINUA A LEGGERE

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Dom. 3-7-22 (Draghi)

C’è poco da fare e da dire, bisogna riconoscere l’abilità di Draghi, che sa bene come dalla sua maggioranza non si può togliere neppure un sassolino senza far cadere tutta la piramide sempre a rischio. Purtroppo co sono quei due seminatori di zizzania che si chiamano De Masi, ultra sinistro, e soprattutto Travaglio dalla plancia di comando del Fatto quotidiano, da cui mi ha fatto molto piacere [...]  CONTINUA A LEGGERE

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Dom. 26-6-22 (fine dei populismi)

Una riflessione consolante che si può fare in questi giorni è che i vari populismi, ma sarebbe meglio chiamarli qualunquismi, hanno vita precaria, come certe alluvioni, e alle loro spalle rispuntano i solidi insediamenti di vecchio tipo, come per esempio il bipartitismo. In Italia abbiamo sotto gli occhi di tutti lo sfacelo dei Cinque Stelle. che da noi hanno costituito un tipico fenomeno di [...]  CONTINUA A LEGGERE

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Dom. 19.22 (Putin)

Finalmente è avvenuto un inconro tra i nostri tre principali leader europei e Zelensky. E’ stato molto utile assicurarlo della sua accettazione nell’UE, mi chiedo però se non si possa accelerare il processo. Temo invece che i nostri tre non abbiano esercitato alcuno sforzo per indurre il loro interlocutore a rinunciare al vani propositi di una riconquista integrale del territorio ucraino. [...]  CONTINUA A LEGGERE

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Dom. 12-6-22 (referendum)

Domenica prossima non andrò a votare per i cinque referendum, trovo di cattivo gusto e improprio mobilitare le folle per quesiti così minuti e in definitiva modesti. Del resto, non fosse per essere stati messi a fianco dei più attrattivi appuntamenti di politica comunale, quei referendum non avrebbero sicuramente raggiunto la soglia del 50% più uno. Direi che l’averli proposti è un modo per [...]  CONTINUA A LEGGERE

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Dom. 5-6-22 (Quel che spetta alla Russia)

Ora ci si mette anche il nostro Presidente della Repubblica, con la vana tiritera che la guerra in Ucraina potrà terminare solo quando i Russi saranno ricacciati fuori da quel Paese, e ristabilito lo status quo ante. La premessa a una possibile trattativa, che dovrebbe essere condotta da Macron, Draghi, e il Cancelliere della Germania, può essere solo che Putin si tenga il Dombas, e ovviamente [...]  CONTINUA A LEGGERE

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