Attualità

Dom. 8-11-20 (colonne)

Tempo fa ho elevato una manzoniana colonna dell’infamia per stigmatizzare quanti si erano pronunciati contro la riforma tentata da Matteo Renzi, uno dei cui cardini era l’abolizione di quel male esclusivamente nostrano che sta nel cosiddetto bicameralismo perfetto, un male che la recente nuova riforma costituzionale non ha affrontato per nulla, limitandosi a ridurre il numero dei rappresentanti di ciascuna delle due camere, ma conservandole nel ruolo inutile di pestarsi i piedi reciprocamente. Allora, al culmine di quella colonna dell’infamia avevo posto il costituzionalista Zagrebelski, uno dei più scatenati nel contrastare quelle salutare riforma. Ora innalzo una nuova colonna dell’infamia, ahimè ugualmente inutile, puramente virtuale, ponendovi in testa il ministro Franceschini, che invece di tutelare i beni culturali, come sarebbe suo compito, si è affrettato a intimare la chiusura di musei ed esposizioni, mettendoli sullo stesso piano delle sale delle attrazioni, di bigliardini e simili. E beninteso la proibizione colpisce ugualmente cinema e teatri. Provvedimento insensato, sadico, in quanto non sono certo quelli i luoghi che incrementano il contagio, visto che l’accesso, anche nella precedente fase di apertura, veniva ben controllato con varie misure, prenotazione delle visite, controllo degli accessi con termo scanner, mantenimento delle distanze, eccetera. E dunque è solo uno stupido, barbaro intervento punitivo. Al secondo posto metto il ministro Speranza, botolo ringhioso, ultra-sinistro insofferente della causa della socialdemocrazia, recuperato per miracolo, e ora predicatore di sciagure. Dei vari provvedimenti restrittivi che dobbiamo a lui si potrebbe senz’altro accettare il cosiddetto coprifuoco, ma basterebbe averlo posto attorno alle ore 23, lasciando ai ristoranti il diritto di servire la cena, oltre al pranzo. Le cause di contagio sono le movidas notturne, che in genere iniziano proprio a partire dalla tarda serata. Disastroso pure il provvedimento di far chiudere di nuovo le scuole, a differenza di ogni altro Paese d’Europa, provocando l’enorme disagio di costringere i ragazzini in casa, senza magari l’assistenza dei genitori, o il possesso delle giuste tecnologie per usufruire di lezioni in streaming. E pensare che fino a pochi fa la ministra Azzolina aveva dichiarato che dall’apertura delle scuole in presenza non si recedeva, così come l’altra ministra De Micheli aveva dimostrato, numeri alla mano, che un riempimento dei mezzi di trasporto all’80% era sopportabile. Del resto, se è il timore che sia proprio questa una delle cause dell’incremento del contagio, ci sono vari rimedi possibili, se almeno si ha fiducia in un potere discriminante dei termo scanner, che potrebbero bloccare i febbricitanti all’ingresso delle metropolitane, o sugli autobus in circolazione. Quanto poi all’aumento dei contagi, ovviamente questo è in funzione statistica del numero dei tamponi, più se ne fanno, più esso sale. Per i morti, dovremmo metterci tutti in coro a chiedere che ci dicano quanti sono stati i deceduti alle medesime date negli anni scorsi. E abbiamo davvero validi criteri di accertamento se le morti siano davvero dovute al covid e non ad altri fattori patogeni? Quanto ai ricoveri in aumento, questo è dovuto proprio al clima di panico alimentato da Speranza, con il solerte aiuto dei vari virologi, e all’assenza di un sistema medico familiare che sia pronto a intervenire se qualcuno denuncia d€i possibili sintomi di contagio. Il clima di paura creato dai nuovi monatti induce le persone a chiedere senza indugio un possibile ricovero in ospedale, ingolfandone i poteri di ricettività.

Pin It
Standard
Attualità

Dom. 1-11-20 (divieti)

Non sono stato buon profeta nel domenicale scorso nel mio dichiarare un appoggio alle forze governative, alla ministra Azzolina e al suo proclama di voler lasciare aperte in presenza le scuole, adducendo i numeri bassi di contagi provocati da una simile iniziativa. E pure la ministra De Micheli tentava di scagionare le accuse contro i mezzi di trasporto. Purtroppo entrambe sono state inchiappettate dalla inesorabile setta dei virologi o nuovi monatti, che hanno imposto restrizioni a non finire. Tra queste, le uniche sensate sono la chiusura dei locali alle 23 o 24, per colpire la movida, credo principale causa del propagarsi dei contagio. E forse qualche rischio va pure addebitato a carico dei trasporti. La recente decisone di chiudere bar e ristoranti alle 18, e cinema e teatri del tutto, appare insensata. Ieri ho sentito le accorate proteste di Pupi Avati, Irene Pivetti, Paolo Mieli, che del resto si aggiungono al coro di proteste che si sta levando in tutte le piazze d’Italia e fa crollare nei sondaggi la popolarità del premier Conte, che appare appunto preso nella morsa dei Franceschini e Speranza e Arcuri. Dovremmo costituirci in gruppo di pressione per ribadire quanto io non mi sono stancato di segnalare in tutti i domenicali precedenti:
Tamponi. Logica vorrebbe che ogni giorno si facessero in ugual numero, per poter condurre dei raffronti. E’ chiaro che più se ne fanno, più il numero dei contagi cresce per forza statistica.
Asintomatici. E’ legittimo metterli in conto assieme agli evidenti portatori di contagio, come rivela lo stato febbrile in cui si trovano?
Termo scanner. Serve a qualcosa oppure no? Solo ieri sono stato sottoposto a questa prova sia all’atto di salire su una FR per andare a Roma, sia entrando alla Quadriennale per visitare quella mostra. Se ci credete, non pretendete altro. Se no, sospendete quello che considerate un rito inutile.
Morti. Quando i nuovi monatti si decideranno a darci giorno per giorno il numero dei deceduti alla stessa data negli anni passati? Solo la differenza tra quel numero e l’attuale ci può indicare la vera incidenza del virus sulla mortalità. Inoltre, si è sicuri di saper distinguere in misura certa i deceduti da virus rispetto a quelli che se ne vanno per un carico di mali pregressi? In che misura un decesso può risultare pura opera del virus, o questo agisce solo come concausa, come goccia che fa traboccare il vaso di una situazione già grave in precedenza?
Trasporti. Ci vuole molto a far mettere degli inservienti agli ingressi delle stazioni metrò, a Torino, Milano, Roma, Napoli, con controllo termo scanner a chi entra? E perché non far circolare sugli autobus, al modo del controllori di un tempo, anche in questo caso degli addetti chiamati a controllare la temperatura dei presenti, facendoli scendere alla fermata successiva in caso di temperatura fuori regola?

Pin It
Standard
Attualità

Dom. 25-10-20 (governo)

In questo momento mi dichiaro “governista”, non tollero per esempio gli sforzi della Gruber che, in barba al suo obbligo di imparzialità, sta spingendo gli ospiti a farsi profeti di sventure. Ho già detto che lodo la risoluzione con cui la ministra Azzolina insiste sulla necessità di tenere aperte le scuole, e di farle frequentare in presenza, mentre molti governatori di regione, pericolosi emanatori di terrore, invocano l’insegnamento da lontano. Tra tutti emerge, ovviamente, il governatore De Luca, con la sua odiosa predicazione di una catastrofe imminente. Purtroppo ho perso la puntata di venerdì 23 del bravo Crozza, spero che abbia rivolto a De Luca una dissacrante parodia. Mentre nell’”Otto e mezzo” sempre di venerdì 23 mi è piaciuta molto la pacatezza con cui la ministra De Micheli ha tenuto testa agli attacchi, fomentati proprio dalla Gruber, di quanti accusano i trasporti come luogo di produzione dei contagi crescenti. Caso mai, sarebbe da accogliere il suggerimento non già di obbligare gli studenti delle classi superiori a starsene a casa, ma a frequentare le lezioni in orario pomeridiano per snellire il carico dei trasporti. Ma anche per questi, rinnovo le mia osservazioni di buon senso: mettere alle fermate delle metropolitane delle persone per il controllo delle temperature con termo scanner, e farle viaggiare sugli autobus, al modo dei controllori, per prendere in corsa le temperature, facendo discendere, a una fermata successiva, chi ne avesse una fuori norma.
Ma soprattutto, si diano risposta a certi miei interrogativi di fondo: con che criterio si fanno i tamponi? Non sarebbe meglio eseguirne ogni giorno un numero fisso, e secondo una campionatura ben chiara? Questo per fugare il sospetto che in realtà siano i nostri impagabili nuovi monatti a ordinare di farne di più per dimostrare che il contagio si allarga. E quale differenza tra la mortalità quotidiana degli anni scorsi e l’attuale, ovvero come si fa a stabilire che un deceduto di ora sia proprio vittima del covid, e non invece un condannato inevitabile per un carico di mali precedenti? Infine, quanto all’aumento dei ricoveri, devo dare ragione a Travaglio quando mette sotto accusa il terrore seminato dai nuovi monatti, per cui ai primi sintomi di disagio non si chiama il medico di base, ma si pretende si essere immediatamente ricoverati.

Pin It
Standard
Attualità

Dom. 18-10-16 (trasporti)

Non sono un negazionista, quindi, ora che è fatto obbligo in ogni occasione pubblica, indosso la mascherina, del resto se non lo facessi sarei crocifisso da ogni passante, già tentavano di farlo quando, non essendocene l’obbligo all’aperto almeno nella Regione Emilia Romagna, non la portavo, ma mi vedevo circondato da una folla di zombie che mi guardavano in cagnesco con evidente disapprovazione, fieri invece, loro, di portarla, perché siamo un popolo gregario, basta leggere Scurati circa il culto supino riservato a suo tempo a Mussolini, e poi siamo attaccati alla pellaccia, pieni di paure, che ovviamente la categoria da me stigmatizzata dei nuovi monatti fa ogni sforzo per rafforzare. Vado per esempio a esaminare alcuni punti.
Primo, i tamponi. Non sarebbe il, caso di farne ogni giorno lo stesso numero? Evidentemente se questo varia ad libitum, varia anche il ritrovamento del numero dei contagiati. Inoltre non ci vorrebbe una campionatura, non sarebbe il caso di interpellare le ditte esperte in sondaggi? Forse sarebbe bene affidare a loro il criterio di chi sottoporre ai tamponi, tanto per evitare il sospetto che ci pensino proprio i nostri bravi virologi, è evidente che più tamponi si fanno, e più sale il numero dei contagiati.
Due, le morti. Chi ci assicura che i morti che ci vengono religiosamente snocciolati giorno per giorno lo siano proprio a causa del covid, e non per pregressi stati di malattia?. Magari il covid interviene a dare un cricco ultimo a chi è già in pessimo stato. E poi non sarebbe corretto darci anche il numero dei morti per ragioni naturali’ Anche qui c’è il sospetto che a fini allarmistici i nostri bravi monatti facciano inserire nel numero dei decessi chi se n’é andato per altre ragioni, tutto fa brodo per mantenere il clima di sospetto e di paura, che tanto giova ai nuovi monatti.
Terzo, i termo scanner. Dovremmo deciderci se questo strumento vale oppure no, Solo nei giorni scorsi sono stato sottoposto a questa prova, ottima per la sua rapidità. quando sono andato dal barbiere, e anche quando ho preso una Freccia Rossa. Direi che, superata questa prova, si può essere ammessi senz’altro nei rispettivi ambienti, e forse si può prescindere anche dalla distanziazione. Ovviamente i virologi in coro mi direbbero subito esultanti che potrei essere un contagiato asintomatico, che quindi sfugge alla prova della temperatura, ma con altrettanta sicumera mi affretterei a dire che poco male, vuol dire che io contagio qualcuno che a sua volta avrà un’alta temperatura e non sarà fatto entrare.
Quarto, i trasporti. Non si vede proprio perché, sempre con l’ausilio dei termo scanner, non si mettano degli addetti all’ingresso delle stazioni delle metropolitane, dove queste ci sono, a Milano, Roma, Torino, Napoli, il che oltretutto potrebbe prescindere dal criterio della distanziazione, con quell’ assurdo numero limitato di ingressi. Ovviamente alle fermate dei tram non si potrebbe fare lo stesso controllo all’esterno, ne verrebbero file interminabili e l’inconveniente di far perdere le corse alle persone in attesa, ma in questo caso il controllo potrebbe essere condotto a bordo, facendo scendere alla prima fermata utile chi risultasse positivo.-
Quinto. Infine, dopo tante mie note di biasimo, questa volta mi devo congratulare col ministro Azzolina, che ha perfettamente ragione nel protestare contro la pretesa del governatore campano De Luca di far chiudere le scuole. Non per nulla questo politico è diventato uno dei bersagli più gustosi della efficace satira condotta da i Crozza.

Pin It
Standard
Attualità

Dom. 11-10-20 (Vaticano)

Papa Francesco gode sicuramente di buona stampa per le sue incessanti predicazioni a favore dell’accoglienza, della pace, del rifiuto di ogni discriminazione tra i vari membri della comunità umana, e beninteso un simile giudizio positivo risale indietro ai suoi predecessori, a partire dal forse più innovativo fra tutti, Giovanni ventitreesimo. Però uno spirito laico come io sono non può mancare di rimproverare a tutti loro alcuni gravi torti teologici. Per un verso, non si sono certo esentati dal proclamare l’uguaglianza tra uomo e donna, ma allora, perché non concedere anche alle donne l’esercizio del sacerdozio? Il fatto che non ce ne sia una autorizzazione nei Vangeli non è certo una buona ragione, sarebbe come voler essere terrapiattisti perché la rivoluzione copernicana non compare nei testi sacri. Io mi sono chiesto per quali ragioni resiste questo curioso interdetto, in uno dei miei primi blog ne ho indicato un motivo se si vuole alquanto esteriore e risibile, infatti allora qualcuno aveva riferito con commento divertito quel mio parere. Che cioè la Chiesa teme che una sacerdotessa consacrata possa rimanere incinta. Se il sacerdote ha rapporti sessuali, non lo si vede, mentre nella sua eventuale collega se ne vedrebbero segni fin troppo eloquenti. Un altro motivo che genera forte perplessità sta nella condanna della contraccezione. Capisco che la Chiesa condanni in un credente la risoluzione di non fare figli, ma dovrebbe riconoscere il diritto di pianificare le nascite secondo le proprie possibilità, e soprattutto cessare di considerare l’accoppiamento come una sorta di peccato che può essere perdonato solo se destinato alla procreazione. Si sa quanto proprio le nascite incontrollate mettano a rischio le popolazioni del terzo mondo. Ma in definitiva mi si potrebbe controbattere che appunto da coscienza laica non mi devo impicciare in quesiti teologici. Ora però c’è un altro grave motivo di dissidio, provocato dal caso Becciu. Questo cardinale sarà anche il peggiore dei criminali, ma secondo le leggi di uno stato laico avrebbe diritto a vari gradi di giudizio, prima della condanna definitiva, invece nello Stato del Vaticano è stato soggetto al gesto dispotico di un padre padrone che lo ha condannato ed espulso per sua imperscrutabile decisione. Insomma, siamo in presenza di uno stato teocratico estraneo a tutti criteri della democrazia occidentale. Per questo verso il Tevere resta molto largo, separa decisamente le due sponde.

Pin It
Standard
Attualità

Dom. 4-10-20 (concorsi)

Credo di aver già detto che, pur essendo orgogliosamente iscritto al Pd, condiviso la mozione di sfiducia che il fronte della destra vorrebbe scagliare contro la ministra Azzolina, come già aveva fatto contro il ministro della giustizia Bonafede. Anche se capisco bene che il Pd, anche se in buona misura condivide quell’impulso, vi si deve opporre per non compromettere l’alleanza giallo-rossa, diga proprio contro l’offensiva destrorsa, non cessata affatto. Il nuovo crimine della Azzolina è di non aver accettato che il concorso per l’assunzione di nuovi insegnanti slittasse al periodo natalizio, come invece era richiesta appunto del Pd. E’ illogico che in un mento così difficile si sottraggano per giorni i docenti, già carenti di numero, all’obbligo scolastico per costringerli a partecipare al concorso, i cui risultati, comunque, si saprebbero solo a distanza. Quindi tanta fretta nell’anticipare il concorso non risponde neanche all’esigenza di avere al più presto nuovi docenti, a questo ci pensano i bandi di supplemza. Ma ho pure detto che bisognava abbandonare il criterio del distanziamento obbligatorio, affidandosi solo al termo-scanner come unico criterio per non far entrare i sospetti positivi, Diversamente, liberi tutti di sedersi accanto ad altri come loro risultati negativi al controllo, senza obbligo di dividere le classi, e soprattutto di raddoppiare il numero dei docenti. Fra l’altro, rimandando le prove concorsuali di tre mesi, si poteva sperare che lo spettro del contagio si fosse definitivamente allontanato. In proposito, riaffermo anche in questo caso un consenso alle accuse della destra: perché prolungare lo stato d’emergenza addirittura fino a gennaio, perché darla vinta ai nuovi monatti, che ovviamente gongolano e si fregano le mani dalla gioia? Altri mesi di passerella mediatica così garantita. E resta l’interrogativo di fondo, come si fa a dire che i contagi aumentano di numero, solo per qualche sondaggio fatto qua e là in modo non sistematico? E’ la truffa del bigliardino, quando con la pancia si urtavano le sponde del meccanismo per far entrare la pallina nel buco. Ora sono i virologi che spingono per fare crescere il numero dei contagi che a loro giova tanto.

Pin It
Standard
Attualità

Dom. 27-9-20 (elezioni)

Non sono intervenuto con un “lunediade”, come altre volte, per commentare gli esiti sia del referendum, sia delle regionali e comunali, in quanto l’esito dell’uno e delle altre mi è sembrato abbastanza scontato. Per il primo, ripeto la mia meraviglia per lo sgarro costituzionale di ammettere un referendum senza quorum, Una simile possibilità esiste nella nostra costituzione ab origine o è stata inserita da qualche intervento populista in un certo momento? Ora la cosa si complica con la profezia emessa da Grillo, che in futuro faremo sempre più ricorso a queste rapide consultazioni, come già fanno i suoi seguaci attraverso la piattaforma Rousseau. Osservo en passant che Grillo mi sta diventando simpatico, mentre all’inizio lo aborrivo, come il vero promotore dell’ondata di qualunquismo da lui suscitata col suo movimento. Ora mi piace quel suo ruolo di deus ex machina, capace anche di esercitare un’influenza positiva, come è stato nell’incitare i suoi a fare il governo giallo-rosso. Ma proprio se i referendum propositivi dovessero diventare prassi consueta e frequente, ovviamente a maggior ragione si dovrebbero regolamentare, ponendo innanzitutto l’obbligo di un quorum da rispettare. E poi ci vorrebbe un organo predisposto al compito di stabilire quali siano i quesiti da sottoporre ai referendum confermativi, e dunque non si riesce ad evitare la necessità di un qualche ente regolatore. Scatta a questo proposito il secondo aspetto del mio disappunto, che nessuno, nella recente circostanza referendaria, abbia ricordato che l’unica misura davvero necessaria sarebbe stata l’abolizione del senato, ovvero di una delle due camere, il vero ente inutile. Quanto all’esito delle Regionali, evidentemente nei casi sub iudice della Toscana e delle Puglie ha funzionato il voto, non tanto disgiunto, quanto utile. Qualcuno ha anche detto che in definitiva, tranne il caso delle Marche, altro non è avvenuto se non la conferma dei governatori già eletti in precedenza, con un l inevitabile effetto di cattura dei consensi a loro favore. Due altre osservazioni. Nulla cambia nelle prospettive del governo, dato che ovviamente la riduzione dei parlamentari non si può fare subito, andando in giro con le forbici, bisogna attendere un turno elettorale. E questo non sarà vicino, i sondaggi confermano che se si andasse alle elezioni tra breve, sarebbe la destra a vincere. E dunque, ai partiti della maggioranza conviene che il governo giallo-rosso prosegua nella sua azione, anche se incerta e traballante.

Pin It
Standard
Attualità

sabatale 19-9-20

Domani, domenica 20, non andrò a votare al referendum per due ragioni, trovo incredibile che la nostra costituzione ammetta un referendum confermativo senza indicare un quorum. Poniamo che domani votino solo nove persone, cinque per l’abolizione dei seggi parlamentari, quattro contro, per vedere passare la risoluzione positiva. Mentre si sa bene che per le risoluzioni negative ci vuole un pesante quorum che ne ha provocato tante volte la nullità. Perché questa inconcepibile differenza? Non sarebbe il caso di chiedere in merito un mutamento proprio della costituzione? Altro fatto sconcertante è che quasi nessuno abbia ricordato in merito che, semmai, il vero mutamento costituzionale da chiedere sarebbe stato di abolire il bicameralismo perfetto e inconcludente, che ci affligge. Era anche l’occasione per ricordare i meriti storici spettanti a Matteo Renzi, che si è dato da fare per anni per giungere a questo cruciale e davvero utile mutamento. Io a suo tempo ho eretto una colonna dell’infamia di sapore manzoniano contro quanti, a cominciare da Zagrebelsky, hanno bocciato quella essenziale riforma solo perché Renzi gli stava antipatico e non volevano che acquistasse troppo potere. Purtroppo la cosa non è certo nuova , nella storia del nostro Paese. Il destino si è dimostrato “cinico e baro”, per usare le parole stesse di Saragat, intanto contro di lui, quando pure ha compiuto un passo di grande utilità separando le sorti del socialismo democratico dallo stato di asservimenti al PCI cui lo aveva condannato Pietro Nenni. Ma poi questo leader si era ravveduto e aveva messo in corsa Bettino Craxi, anche lui poi crocifisso da un’Italia che detesta quanti vogliono cambiare, preferendo la stanca routine, l’assuefazione a cose che non vanno, per paura delle novità. Ora tocca proprio a Renzi essere crocifisso da tutti gli eredi dell’estremismo di sinistra, il che funziona anche da cartina di tornasole, da siepe spartitraffico per giudicare chi è è socialdemocratico e chi invece resta erede di vecchi estremismi.

Pin It
Standard
Attualità

Dom. 13-9-20o (Azzolina)

Ritorno ancora una volta sulla travagliata questione del ritorno a scuola. Purtroppo hanno ragione le destre nel condannare l’incapacità dimostrata dalla ministra Azzolina, che mi sembra del tutto meritevole di una mozione di sfiducia, anche se il governo giallo-rosso non potrà accedervi per ragioni di opportunità, così come ha pure difeso l’ugualmente indegno ministro Bonafede. Ora vedo che esponenti della Regione Piemonte mi danno ragione, facendo notare quanto sia assurdo e pericoloso lasciare alle famiglie il controllo della febbre degli allievi sul punto di recarsi a scuola. Possono mancare loro gli strumenti adatti, oppure, ancora peggio, può mancare la volontà di fare sul serio, magari pur di sbarazzarsi della presenza scomoda dei figli sono disposti a chiudere un occhio. E’ di ieri il caso clamoroso di una concorrente all’esame di accesso alla facoltà di medicina che, col pieno appoggio della famiglia, pur sapendo di essere contagiata si è presentata ugualmente. Ma la questione decisiva è se ci fidiamo o no del termo scanner. L’altro giorno, a Milano, sono stato sottoposto due volte a questa prova, che come si sa è di esito istantaneo. E’ avvenuto al caffè Campari in Piazza Duomo, e poi al Museo del Novecento. Ovviamente esito negativo, caso mai è risultato che avevo la temperatura perfino troppo bassa. Solo affidandosi a questo criterio è possibile effettuare il ritorno a scuola, ogni altro sistema è invece troppo lungo e scomodo. Come già detto, non è valida l’obiezione che anche in assenza di febbre uno potrebbe essere portatore asintomatico di contagio, vuol dire che, nel caso. attaccherà il sintomo a qualcuno che verrà bloccato. Inoltre bisogna rinunciare al criterio del distanziamento, perché per farlo rispettare non ci sono aule sufficienti, il loro numero dovrebbe essere raddoppiare, ma soprattutto dovrebbe raddoppiare quello dei docenti, che non ci sono. Si pensi a quale disagio si provocherebbe in studenti che, a differenza di loro compagni, si vedano sottratti alla guida di docenti con cui sono affiatati, e magari sottoposti a docenti reclutati all’ultimo momento e sostanzialmente impreparati. Il bello è che proprio i Pentastellati, il partito della infelice ministra, ha rifiutato di accettare di condurre un concorso di reclutamento insegnanti in forza di un punteggio pregresso, sostenendo l’obbligo del concorso regolare. Ora invece si dovrebbe procedere a una leva dell’ultimo momento, senza nessuna garanzia di serietà. Meno male che, quanto ai mezzi di trasporto, il buon senso delle Regioni, e della ministra De Micheli, ha innalzato il limite degli ingressi portandoli all’80% (come si riuscirà però a farlo rispettare?). In sostanza, occorre superare gli stupidi ostracismi dei Arcuri e di tutta la congrega dei nuovi monatti, di Speranza e compagni, se davvero si vogliono riaprire le scuole.

Pin It
Standard
Attualità

Dom. 6-9-20 (legge elettorale)

Interverrò in un prossimo domenicale motivando la mia decisione di non andare a votare sul referendum relativo al taglio di gran numero dei nostri parlamentari. In merito al momento mi limito a osservare che sull’esito non c’è da avere dubbi, vincerà il sì, anche se magari solo di stretta misura. Comunque, sarà una risoluzione priva di impatto sul governo. Mentre ovviamente potrebbe essere più grave l’esito delle votazioni regionali, se per esempio la sinistra perdesse la Toscana e la Puglia. In merito, non resta che invocare il voto disgiunto, in nome di una sua utilità, come del resto è già avvenuto in Emilia Romagna, salvando la candidatura di Bonaccini. C’è da augurarsi, cioè, che anche dove, come nella maggior parte dei casi, le forze di governo non si sono alleate tra loro e non hanno rinunciato a presentare propri candidati, il buon senso degli elettori non cada nella trappola e dia il voto “utile” al nome con maggiori possibilità di riuscita, che in genere è quello proposto dal Pd. Però, se anche questo non avvenisse, e la destra riuscisse a infliggere un cappotto ai giallo-rossi, nulla seguirebbe, non si può andare al voto senza una legge elettorale accettata a maggioranza. E’ curioso che proprio I Salvini e Meloni che a ogni passo invocano l’andare alle urne, dichiarino invece che al momento è fatica sprecata affrontare il problema di una nuova legge elettorale, Ma questo è un modo per sottoscrivere un rinvio sine die delle elezioni.

Pin It
Standard