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Dom. 24-4-22 (Macron)

Scrivo questo mio domenicale, che in realtà è un venerdiale, giorno in cui lo metto sul blog, senza sapere l’esito del ballottaggio Macron-Le Pen.  Mi ha lusingato il buon successo di Mélenchon e della sua sinistra, temo però che sia massimalista, lontana dai sani umori della socialdemocrazia, e non vorrei che spiriti anti-Nato e anti-Usa, come, ahimé, quelli alimentati dai nostri anacronisti [...]  CONTINUA A LEGGERE

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Dom. 17-4-22 (Le colpe dell’UE)

Questa settimana devo ripetere più o meno quanto dicevo la volta scorsa. Biden di nuovo è sceso nei miei giudizi, mi era piaciuto il suo andare a mangiare tranci di pizza assieme ai suoi soldati ai confini dell’Ucraina, ma ora sta facendo un gioco da cui la UE si deve distaccare, lui vuole che Putin si impantani sempre più nella guerra, tanto, da una enorme distanza di sicurezza, non paga alcuno [...]  CONTINUA A LEGGERE

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Dom.-10-22 (trattare)

Naturalmente il fatto nuovo di questi giorni è il bestiale eccidio di civili compiuto a Bucha. Io, da buon occidentale, accetto la versione nostrana dando ogni colpa alle truppe russe in fuga, però bisogna ammettere che qualche elemento in difesa della interpretazione russa esiste, perché mai il sindaco di Bucha, dopo la liberazione della sua cittadina da parte dell’esercito ucraino, ha espresso [...]  CONTINUA A LEGGERE

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Dom. 3-4-22 ( trattative)

Per ragioni mie scrivo questa nota con netto anticipo rispetto al solito, cioè il giovedì 31 marzo, anche se magari non rinuncio al titolo ormai sacro di domenicale. La situazione è incerta, ma naturalmente non credo che cambierà da qui a qualche giorno. Sono stato tra i primi, senza attendere Macron o i consiglieri della Casa Bianca, a deprecare l’eccesso di durezza con cui Biden ha attaccato [...]  CONTINUA A LEGGERE

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Dom. 27-3-22 (ridicolaggini)

L’ondata travolgente dei salotti televisivi suscitata dai fatti di Russia e Ucraina merita qualche commento.  Intanto, pare vana la speranza di un colpo di stato che faccia fuori Putin, lui stesso ha risposto con l’adunata oceanica di qualche giorno fa, in perfetto stile dittatoriale, come quelle che sapevano organizzare Hitler e Mussolini, Il  potere del dittatore russo appare ancora solido, [...]  CONTINUA A LEGGERE

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Dom. 20-3-22 (Ancora Occidente)

Mi sembra che la visita dei tre ministri di Polonia, Slovacchia e Slovenia siano sati un bello schiaffo in faccia a tutto l’Occidente. E viene anche da dire che quella in corso in Ucraina è una drole de guerre. Che cosa ci mettono i Russi a circondare, almeno, non dico a occupare, Kiev? Mai possibile che tre emissari qualificati la raggiungano in treno? E c’è stato pure arrivato di [...]  CONTINUA A LEGGERE

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Dom. 13-3-22 (Occidente)

Attorno alla drammatica questione dell’Ucraina avvengono cose che non comprendo. Trovo inutile e ridicolo, per esempio, che si sia sperato di trovare un mediatore nel leader cinese, amico tradizionale di Putin. Qualcosa di più si poteva sperare da parte del leader di Israele, che comunque è un “terzo”, e tale sarebbe pure Erdogan. Ma sono i rappresentanti dell’Occidente che si devono fare [...]  CONTINUA A LEGGERE

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Dom. 13-3-22 (Occidente)

Attorno alla drammatica questione dell’Ucraina avvengono cose che non comprendo. Trovo inutile e ridicolo, per esempio, che si sia sperato di trovare un mediatore nel leader cinese, amico tradizionale di Putin. Qualcosa di più si poteva sperare da parte del leader di Israele, che comunque è un “terzo”, e tale sarebbe pure Erdogan. Ma sono i rappresentanti dell’Occidente che si devono fare [...]  CONTINUA A LEGGERE

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Dom. 6-3-22 (Zelensky)

Cerchiamo di mettere in po’ di realpolitik nella tragedia dell’Ucraina. Mi pare che non ci sia nulla da fare, se Zelensky ama davvero il suo Paese, come ha ampiamente dimostrato, se ne deve andare, uscire dai confini, altrimenti trascina la sua terra in una sanguinosa guerra casa per casa, con migliaia di vittime e di rovine senza fine. Il che vuol dire che l’Ucraina sia destinata a diventare una regione succube della Russia? Non credo, qui c’è pure un ruolo anche dell’Occidente, Usa, NATO, EU, i quali devono fornire solide garanzie che non hanno alcuna intenzione di collocare dei missili in quel Paese infelice. Con i sistemi di controllo di oggi, è facile per i Russi verificare se questo impegno sia rispettato davvero. Ma detto questo, se appunto l’Occidente sa premere, e le sanzioni economiche dovrebbero pure avere il loro peso, penso a me stesso come mi troverei male se a un tratto mi risultassero inutilizzabili carta di credito e bancomat, si può ottenere che alla testa dell’Ucraina non venga posto un fantoccio manovrato da Putin, ma che si tengano davvero libere elezioni. Credo insomma che, pur senza accoglierlo nell’EU, a quel Paese si possa concedere di vivere in stile occidentale, pur nel rispetto della neutralità. Lo fa da anni e con ottimo esito, la Finlandia. Non solo, ci potrebbero essere perfino dei vantaggi economici, noi occidentali, invece di dare all’Ucraina inutili armi, dovremmo dare soldi, tanti, per consentirne la ricostruzione, e altrettanto dovrebbe fare in primis la Russia, principale responsabile della distruzione delle città ucraine. Quanto a Zelensky, se fuoriuscito, e convenientemente alloggiato all’estero, potrebbe diventare il garante, per un verso, della neutralizzazione del suo Paese, ma per un altro, della possibilità che esso goda di tutte le libertà occidentali, pur non conferendogliele formalmente. È un’utopia? Forse, ma dipende dalla fermezza, dalla forza di noi Occidentali, invece che far risuonare il melodrammatico e ipocrita “armiamoci e partite”.

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Dom. 27-2-22 (Putin)

Confesso che fino a due giorni fa meditavo di stendere una nota per difendere una possibilità residua di risolvere la questione ucraina per via diplomatica,. Mi pareva che Putin avesse conseguito due obiettivi in parte ragionevoli, difendere il diritto di due regioni del Dombas di far uso della loro russofonia. Avevo già avuto occasione di rimproverare l’Ucraina di non aver concesso a quei paesi la supremazia della loro lingua, come invece siamo stati abili noi a fare nei confronti della comunità sicuramente germanofona dell Alto Adige. Ogni estate non so quante volte, provenendo da Cortina, varco a Cimabanche il confine tra la provincia di Belluno e quella di Bolzano, come mi annuncia un cartello dove il Sudtirol, come giusto, è in prima posizione, e l’Alto Adige viene posto al di sotto. Ovvero, noi abbiamo riconosciuto il diritto di tutta quella proinvincia di dichiarare la precedenza della loro linegua, e così viviamo in pace. Purtroppo l’ucraina non ha fatto a tempo opportuno qualcosa di simile verso le sue aree russofone, e dunque si poteva comprendere Putin nelle sue mosse per proteggere il diritto di quelle province a parlare russo. E anche di strappare a noi occidentali la solenne promessa di tenere lontani i missili della NATO dai territori sovietici, allo stesso modo che Kennedy aveva diffidato Kruscev dal portare i suoi missili a Cuba. Ottenuti quei due risultati, come mai Putin non si è fermato? Bisogna pensare che nella sua mente non ci fosse all’inizio l’idea di spingersi più in là, dato che in tal caso si potrebbe obiettare, perché non l’ha fatto di colpo, perché tanto indugio prima di invadere davvero l’Ucraina? Sembra che questa sia una lezione suggeritagli dai continui annunci da parte della CIA che l’invasione era imminente. Ovvero, come si dice in questi casi, è il continuo gridare “al lupo al lupo” che alla fine ha materializzato il pericolo. Ricorrendo a una metafora, Putin si è comportato come un chirurgo che apre un corpo per estrarne un limitato tumore, ma scopre che questo si è ormai esteso e quindi bisogna estrarre porzioni più vaste di tessuto inquinato, ovvero si tratta di estendere l’intervento molto più a fondo, al di là delle intenzioni inziali. Oppure un ragionamento da realpolitik ha convinto Putin che nessuno di noi occidentali vuole morire per Kiev, da qui la tentazione di procedere fino in fondo. Che fare ora? Si potrebbe anche dire che a questo modo Putin si è attirato addosso il male che voleva evitare, ma oseremo noi a intervenire in forze con le armi della NATO per difendere l’Ucraina? Saremmo davvero al limite con uns guerra mondiale. Temo che noi abbozzeremo, cederemo al prepotente l’intera Ucraina, col diritto di trasformarla in un paese a lui ossequiente, mettendo un baluardo solo verso ulteriori passi di conquista, erigendo un muro di difesa, per esempio, a favore dei Paesi Baltici. In altre parole, Putin ha giocato d’azzardo, ma temo che, entro certi limiti, il gioco gli sia riuscito, Le sanzioni economiche sono di poco peso, ci vorrebbe un deterrente militare, ma questo sarebbe di gravità incalcolabile.

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