Letteratura

De Giovanni, un delicato “Souvenir”

Credo di aver già detto altra volta che ritengo Maurizio De Giovanni il miglior giallista del momento, come conferma questo suo “Souvenir”, legato alla serie dei Bastardi di Pizzofalcone. Un’ottima e simpatica squadra di agenti, che ben riscattano la cattiva nomea da cui sono accompagnati, comportandosi invece con acume, prontezza di riflessi, simpatia dei loro casi umani. Proprio non si vede perché la nostra Rai abbia rinunciato a produrre nuovi episodi di questo filone, ma sembra proprio che un limite incancellabile delle nostre “fiction” televisive stia proprio nella fragilità e inconsistenza con cui si sfruttano anche le migliori combinazioni. Gli altri Paesi ci propinano infinite varianti dei loro Commissari Cordier e Comandanti Florent e Ispettori Barnaby, mentre noi non osiamo mai spingerci oltre pochi campioni, magari andando a rispolverare gli episodi di un Camilleri che però, proprio a causa di queste repliche, sta rivelando rughe, crepe, inverosimiglianze a catena. Mentre le storie che ci propina De Giovanni brillano proprio per un senso della misura e della credibilità delle vicende, niente di simile allo smaccato sfruttamento dell’orrido delittuoso cui si concede l’eroe nazionale Saviano, cui sembra che sia concessa una “licenza di uccidere”. Uno come lui che vive di accuse alla camorra ne può ricavare una sicura rendita di posizione, col diritto conquistato di calcare la mano fino all’eccesso. Mentre il nostro De Giovanni procede al contrario nel nome di una perfetta credibilità di casi. Come questo, di un italo-americano tornato a Sorrento, con la sorella, e soprattutto con la madre, grande diva del cinema del passato, mosso non si sa bene da quale scopo. Ma certo si infila in qualche triste storia che lo porta a recarsi con insistenza in una via malfamata di Napoli, a indagare, a fare ricerche, fino a suscitare il sospetto di due truci guardaspalle di un capo locale della camorra, che cercano di eliminarlo brutalmente. Come si vede, un “affaire” che in sé non ha nulla di eccezionale, ma viceversa eccezionale è la storia che la nostra brava squadra, con perfetto gioco combinato, riesce a ricostruire passo passo. A Sorrento, in altro tempo, si è consumata una romantica vicenda di amore e morte. La grande attrice statunitense, al colmo del suo successo, come una Ingrid Bergman che incontra un suo Rossellini, trova in realtà un modesto personaggio locale, ma tanto poetico nell’anima. I due concepiscono assieme un figlio, che è proprio il malcapitato che ora, messo sull’avviso da un epistolario fortunosamente ritrovato, muove alla ricerca del padre, o di una sorellastra, che costui ha avuto, essendo stato costretto ad abbandonare la tanto amata attrice, il cui produttore non le ha consentito di sputtanarsi facendo conoscere al mondo quel legame di basso conio, anche se condito con tanto sentimento. E dunque, lo statunitense, di nome Ethan, conduce una doppia “recherche”, di un padre, però già deceduto, e di una sorellastra che ancora esiste, ma che si deve nascondere dalla malavita, di cui è stata al servizio, e di cui conosce troppi segreti per poter essere lasciata in pace. Fin qui il dramma romantico, magari anche kitsch, svenevole, però condotto con mano delicata, non spiacevole, che fa versare qualche lacrima anche a un lettore smaliziato. Come sempre, accanto ai cattivi d’obbligo, ci sono pure i cattivi per procura, cioè le forze dell’ordine, anche loro alla ricerca della figliastra nascosta, quasi in una gara a chi la trova per primo. I nostri Bastardi si muovono con delicatezza, combattendo sui due fronti, e infine consentendo alla donna di riparare negli USA, dove il figlio che porta in seno e ne rallenta le mosse, potrà nascere con una cittadinanza che lo metterà al riparo dalla nostra delinquenza. La figura più riuscita del drammone è proprio l’anziana attrice americana, Charlotte Wood, ora divenuta una vecchietta svanita, fuori di senno, che proprio per questo ha cancellato il peso degli anni trascorsi e dialoga coi presenti come fossero i protagonisti di quel lontano tempo magico. I nostri Bastardi svolgono molto bene il loro compito di protettori dei guai, smarrimenti, sogni altrui, in cui del resto ritrovano qualche eco degli stessi problemi che assediano le loro esistenze personali.
Maurizio De Giovanni, Souvenir, Einaudi stile libero, pp, 328, euro 19.

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