Attualità

Dom. 17-12-17 (Gruber)

Cronaca di una ordinaria serata di antirenzismo nel salotto Gruber, lunedì 11 dicembre 2017. Interlocutori, Luciano Canfora e Ezio Mauro. Si comincia male, affermando che il Pd è, secondo i sondaggi, al 24%. Il bello è che proprio il telegiornale della stessa rete 7, appena venti minuti prima, gli ha attribuito invece il 25,5%. Ovvero, la Gruber sceglie la quotazione che viene assegnata da Pagnoncelli dalle pagine del concorrente “Corriere della sera”. Dico subito che nel nome di un comune spirito di sinistra apprezzo l’antiberlusconismo dichiarato da entrambi gli interlocutori. Ma Canfora, qualcuno avrebbe dovuto dirglielo, si presenta proprio come un gufo sinistro e iettatore. Inutile dire che per lui il Pd renziano rappresenta un “socialtradimento”, una formazione che ha annacquato la sinistra “dura e pura”. Per fortuna che a raddrizzarne le sorti è sceso in campo il Presidente del Senato Grasso. In realtà le stesse previsioni, accettate dai due interlocutori, gli assegnano non più di un 5%, cioè esattamente un quinto di quanto al momento porta a casa il famigerato e traditore corpo centrale del partito, e dunque non sono poi tanti gli elettori che si sentono indotti a votare nel segno della purezza. C’è inoltre una prospettiva di convergenza, nel segreto della cabina elettorale, in base al criterio del voto utile. Naturalmente Canfora respinge una simile ipotesi, in nome di un curioso ragionamento, che il voto, in base alla stessa costituzione, è libero, e quindi inutile sperare che i votanti, “duri e puri” come lui si lascino attrarre da questo specchietto delle allodole. Eppure, se appunto il voto è libero e dato in coscienza, ogni votante si comporterà come crederà meglio, e dunque non è detto che segua rigorosamente i consigli di Canfora-Grasso. Senza dubbio Mauro è più morbido e flessibile, ma anche lui non ha dubbi sul fatto che il renzismo rappresenti un cedimento destrorso, un annacquamento dei valori autentici della sinistra. Anche per lui non esiste la causa della socialdemocrazia, che ha trionfato tante volte nei Paesi d’Occidente, negli USA di Kennedy, Clinton, Obama, o nell’Inghilterrra di Blair, e anche, qualche volta, in Francia e in Germania. Naturalmente, a conclusione della sua nota indagine sui fatti dell’ottobre sovietico di un secolo fa, se ci si pone il quesito di che cosa abbia fatto seguito alle speranze e alle delusioni di allora, la risposta è che non c’è risposta, l’orizzonte è vuoto e grigio, Quel qualchecosa che si chiama socialdemocrazia non vale la pena di essere preso in considerazione, si tratta di robetta annacquata, anche se Mauro, per sua fortuna, e a differenza di Canfora, non crede troppo neppure in una possibile resurrezione di una sinistra di vecchio stampo. Accanto alla Gruber, aggiungo che ora, in questo spirito antirenziano, si impegna pure il pur eccellente vignettista Gianelli del “Corriere”, quasi emulando le stilettate inferte da Crozza, dalla sua nuova sede. Certo è che bisogna invocare gli interventi salvifici di Prodi o di Veltroni, per rimediare al disastro annunciato del renzismo, o forse un antidoto può essere trovato in Gentiloni, in Calenda. Purtroppo la speranza in Pisapia si è già eclissata.

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