Attualità

Dom. 12-8-18 (passante)

Sappiamo tutti dell’orribile incidente che è avvenuto alcuni giorni fa sulla tangenziale di Bologna, con esito perfino fortunato, in quanto poteva essere una strage di persone, mentre senza dubbio esso ha causato danni ingenti alle auto e alle case. Purtroppo di sinistri di questa natura se ne potranno avere altri, finché la tangenziale correrà a due passi dal centro, oltretutto stretta, insufficiente a reggere il traffico, sia locale sia di lunga percorrenza. Il rimedio era ipotizzato da tempo, stava nel costruire un passante a Nord, nella contigua pianura padana, a congrua distanza chilometrica dalla città, il che avrebbe posto al riparo da eventuali prossime catastrofi. Ma la cosa è stata fermata, per deplorevoli ragioni elettorali, dal sindaco di Bologna Merola, che ha voluto ingraziarsi i sindaci dei comuni limitrofi onde ottenere il loro appoggio nella sua corsa alla presidenza dell’area metropolitana, escogitata, come si sa, in sostituzione delle Province. Quei sindaci a loro volta hanno imbracciato le deplorevoli ragioni dei verdi, proclamando che sarebbe stato un delitto portar via dei pezzetti di terreno agricolo, di cui pure ci sono vaste estensioni, per far sorgere quella struttura, senza tener conto che sarebbe stata una boccata d’ossigeno anche per i loro traffici, con bretelle agili di collegamento al sistema centrale. In sostituzione si è escogitata una soluzione orribile, quella di allargare l’attuale tangenziale, il che implicherebbe anni di lavori, espropriazione delle case, quelle sì, che gravano nell’area, con cause, proteste, contenziosi e così via. Un ginepraio di incerta soluzione. A dire il vero, i Cinque stelle parlano di voler bloccare questa soluzione di raddoppio della tangenziale, temo però che non sia affatto per rilanciare il progetto unico ad essere razionale e utile, cioè il passante in aperta campagna e a distanza di sicurezza. Temo che semplicemente la tesi dei padroni del governo, come in tanti altri casi, sia di bloccare ogni lavoro di allargamento, di difendere lo status quo, nonostante tutti i suoi palesi limiti e inadeguatezze. Sarebbe insomma un voler seguire la politica della decrescita felice, fino a ritornare magari ai mitici caratteri della civiltà contadina.

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