Attualità

Dom. 21-10-18 (Leopolda)

Non partecipo alla Leopolda, e del resto, chi mai ascolta la mia vocina sommessa, lanciata nel vuoto? Comunque, mi permetto di riassumere quanto voglio sperare che venga detto in questa occasione, che è anche la sintesi di tanti miei precedenti interventi, volti a parare i guai da cui è scaturito il consenso popolare tributato a Lega e M5S.
Primo, pensioni, revisione legge Fornero. Trovo madornale che la UE non abbia proceduto per prima cosa a fissare un’età pensionabile uguale per tutti gli Stati membri. E’ inutile predicare il rispetto di certi parametri economici se poi si permette di mandare all’aria i rispettivi bilanci con date diverse di pensionamento. E’ chiaro che il popolo plaude all’idea che si vada in pensione a 62 anni invece che a 66, ma ci vuole appunto una regola perentoria per impedire l’arbitrarietà di decisioni in questo ambito cruciale:
Secondo. Assenza di lavoro giovanile, ragion per cui la grande massa degli elettori dai 18 anni fino ai 30 e oltre hanno votato M5S. Bisogna che lo Stato, seguendo l’esempio decisivo del new deal roosveltiano, intervenga con massicce assunzioni. Io domenica scorsa ho indicato un limitatissimo intervento, di assegnare tante quote per cattedre universitarie quanti sono gli idoneati promossi nei concorsi nazionali. Roba da poco, cui il MBC dovrebbe aggiungere ben più abbondanti assunzioni, in accordo con Comuni e Regioni. Più in genere, diamo uno sbocco alla riforma universitaria del tre più due, che attualmente non serve a nulla, in quanto dopo il triennio non è prevista alcuna possibilità di assunzione, nelle scuole, negli ospedali, nella tutela del territorio e dell’ambiente. Tutto ciò, ovviamente per respingere la sterile linea assistenzialista del reddito di cittadinanza, che è la promessa di dare soldi in tasca perpetuando uno stato di disoccupazione generalizzata.
Terzo, e più difficile, questione immigrati. Sono cadute alcune ipotesi, come quella di distribuirli tra i vari Paesi, che non li vogliono. O di cercare la collaborazione della Libia, per farle impedire le partenze e trattenere in luoghi appositi gli aspiranti all’immigrazione via mare. Diciamo pure che la politica tentata da Minniti in merito è senza sbocco. L’unico esempio è dato da quanto l’UE ha fatto verso la Turchia, dandole una cospicua sovvenzione per farle trattenere gli immigrato, e così chiudendo l’esodo verso l’Occidente. I Paesi di quell’area si sono tutelati, l’unica sarebbe di fare lo stesso con noi, di farci divenire il luogo di accoglienza degli immigrati, e di una loro redistribuzione, ma sensata, a ragion veduta, come di un enorme ufficio di collocazione. Invece li lasciamo evadere dai nostri centri di accoglienza, a errare per le nostre strade, il che ha allarmato la popolazione e l’ha portata ad aderire in massa al discorso xenofobo di Salvini.

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