Letteratura

Moresco lo sprecone

Sono di fronte a un’ennesima prova di Antonio Moresco, “Stelle in gola”, il che mi porta a ripetere un giudizio già dato tante volte su questo narratore, uno dei più forti nel nostro secondo Novecento. In un mio saggio di prossima uscita, “La narrativa italiana del secondo Novecento” (Manni) non ho esitato a dargli il secondo posto dopo Aldo Busi, però, quanti sprechi, in lui, quanta dispersione di risorse. Del resto, non è certo da questa prova che possiamo attenderci qualcosa di ben cucito, di ordito come si deve, egli ci dice che si tratta di frammenti di romanzi tentati ma mai condotti in porto, di pagine di diario, di spunti che brillano di luce propria, ma poi si spengono lasciandoci a bocca asciutta, non ci sarà un seguito, l’intensità di scrittura è in qualche modo protetta o garantita dalla sua brevità e incompiutezza. Sono stelle, come dice il titolo, ma scese sulla terra, anzi, ficcate nella strozza di colui che si confessa, fino quasi a strangolarlo, a farlo vomitare. Simo infatti invitati a una serie di prove somatiche estreme, consumate in squallide stanze da bagno, o in turpi atti, dove il fine escrementizio si confonde con quello sessuale, l’istinto della fame col bisogno erotico. Il maggiore nemico di Moresco è la stessa eccessiva abbondanza della sua creatività, diciamo la sua bulimia che non ha freni né limiti. Una misura era riuscita a darsela con i “Canti del caos”, ma poi, come un cavallo che rompe il passo, si era scatenato in imprese selvagge. Col difetto di replicare gli universi, non contento cioè di riempire i nostri giorni di prove estreme, portava a replicarle in un altro mondo, ma stabilendo una specie di indifferenza tra i vivi e i morti. Peccato, perché quando Moresco riesce a mettere un argine a tanto diluvio, sa darci dei frutti preziosi, di recente ho lodato il suo ”Chisciotte”, con un eroe che volontariamente va a rinchiudersi in un istituto per malati mentali, e quindi lo stato coatto ci pensa da sé a mettere limiti alla divagazione a ruota libera, che altrove supera ogni argine, allaga ogni tratto di realtà. Il panorama è sempre forte, ma ha pure gli aspetti della rovina, della distruzione, proprio come succede a una realtà alluvionata.
Antonio Moresco, Stelle in gola, Società editrice milanese, pp. 282, euro 18.

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