Attualità

Dom. 13-3-22 (Occidente)

Attorno alla drammatica questione dell’Ucraina avvengono cose che non comprendo. Trovo inutile e ridicolo, per esempio, che si sia sperato di trovare un mediatore nel leader cinese, amico tradizionale di Putin. Qualcosa di più si poteva sperare da parte del leader di Israele, che comunque è un “terzo”, e tale sarebbe pure Erdogan. Ma sono i rappresentanti dell’Occidente che si devono fare avanti in  primis, si fa presto a indicarli, ci deve essere il segretario di stato Blinken, a nome di USA e NATO, Boris Johnson, Macron, il cancelliere tedesco. Tocca a loro chiedere un incontro risolutivo o a Putin stesso, o a Labrov, di cui il dittatore russo sembra fidarsi in pieno. In questo incontro i rappresentanti dell’Occidente si devono impegnare a garantire di mantenere neutrale l’Ucraina, così da non farla entrare nella NATO e di non  porvi missili a diretta minaccia dei Russia. Inoltre devono dare per persa la Crimea,  del reesto tradizionalmente appartenente alla Russia, e data all’Ucraina solo da Kruscev, ma quando era appena in trasferimento interno, in quanto l’Ucraina apparteneva all’URSS. Qunato al Dombas e altre regioni si ouò ricorrere al principio  al principio dell’autodeterminazione, ma concedendo anche che, se proprio lo vogliono, confluiscano senz’altro nella Russia. Infine, decisione più grave devono concedere che Zelensky se ne vada. i suoi discorsi sono magnifici, come non condividerli? Ma  se si seguono le sue proclamazioni, si arriva a una guerra capillare casa per casa, con centinaia o migliaia di morti. Ora poi, dalla migliore dei nostri inviati sul campo, che mi sembra essere la Mannocchi, interlocutrice di Mentana e della Sette, c’è pure  jl rischio che, al richiamo di Zelensky, arrjvi un’armata di battitori liberi, nemici a oltranza della Russia, e dunque vedremmo rinascere, un  secolo dopo, una situazione molto simile alla Spagna delle brigate rosse in lotta con i Franchisti, questione che si trascinerebbe per anni con infiniti lutti. Sarebbe allora una proposta di tregua con cedimento dell’Occidente a senso unico? No, perché in questo incontro si dovrebbe tutelare l’indipendenza dell’Ucraina, vietandone l’annessione, formale o solo di fatto, alla Russia, anzi, una volta accettato il principio che Zelensky debba andare in esilio, si devono pretendere nuove elezioni sotto il controllo dell’ONU, magari indicando come candidato qualche sodale proprio dell’attuale leader, che dall’esilio dovrebbe essere il garante, in nome di tutto l’Occidente, che si rispettino in pieno l’indipendenza e la sovranità del suo Paese. Se Putin non accetta queste condizioni, si continua a praticare contro di lui l’intero pacchetto delle sanzioni. Io mi immagino che per un cittadino  russo qualsiasi non sia cosa da poco non potersi valere delle carte di credito o dei prelievi dal bancomat. Se misuro questi effetti in base al mio ritmo di vita, sarebbe una specie di morte civile. Putin vuole proseguire nella sua folle campagna? Pagherebbe un prezzo altissimo di perdite tra i suoi soldati, che avanzano allo scoperto, facili vittime dei droni di cui gli ucraini sono dotati. E come dicevo, gli si spalanca l’abisso senza fondo di un rinnovarsi della situazione spagnola, cioè anni di conflitto, montagne di morti. E dunque, l’Occidente si faccia avanti, coi suoi rappresentanti più qualificati, per una trattativa che gli spetta e che è l’unico ad avere gli argomenti per affrontarla nel modo più giusto e conveniente.

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