Attualità

Dom. 30-7-17 (ancora Macron)

Le timide denunce che già avevo cominciato a portare sul ciclone Macron sono ormai divenute valanga, tutti sollevano un coro di accuse contro questa figura, che, capovolgendo tutte le promesse fatte intravedere nel corso della campagna elettorale, è divenuto un perfetto sostenitore di sovranismo, nazionalismo esasperato, bonapartismo ecc., comportandosi da buon erede di De Grulle. Mentre digito le mie solite inutili noterelle, sento alla televisione qualcuno osservare giustamente che egli sta svolgendo un programma, seppure nei suoi modi sornioni e velati, assai simile a quanto avrebbe fatto la Le Pen, se la vittoria fosse arrisa a lei. Come agire, di fronte all’inghippo dei cantieri di cui ci eravamo assicurati il pacchetto di maggioranza? Ritengo che non ci sia nulla da fare, di fronte a tanta violenza di stato, meglio uscire se possibile, ritirare i nostri soldi, e imparare la lezione, cui invece non ci siamo attenuti. Sempre nel già menzionato dibattito televisivo si sta dicendo, giustamente, che siamo stati dei grandi stupidi a privatizzare la TIM, permettendole così di finire in mani francesi. Purtroppo la politica cara ai liberisti di casa nostra, a coloro per cui il privato è bello, mentre lo stato si deve ritirare, si è rivelata un disastro, si pensi all’Ilva di Taranto, e anche a Alitalia. Bene il salvataggio a duro prezzo delle banche. Lo stato, ai tempi di Roosvelt, ha salvato gli USA dalla depressione del ’29, il che si è ripetuto quasi un secolo dopo con Obama di fronte alla nuova crisi del sistema fondato sui privati. E’ un errore demonizzare l’intervento pubblico, che quando vuole, o quando si prendono le opportune precauzioni, sa pure funzionare, se penso a certe imprese epocali come la costruzione della rete autostradale, e di recente i rami funzionanti dell’Alta velocità. E in definitiva, pure la RAI sta in piedi, pur con oscillazioni e difficoltà, e resiste abbastanza bene agli assalti di Mediaste, di Sky, della 7. Trovo che sarebbe giusto impostare una ritorsione nei confronti della Francia riprendendo il controllo di Telecom, o TIM che dir si voglia. Sempre per rimanere alla saggezza di certi discorsi che si facevano stamane in uno dei tanti salotti televisivi, la Francia è anche colpevole di far uscire dagli stati che erano sue ex-colonie la massa di migranti prontipoi a spingersi sulle coste della Libia, per cercare gli imbarchi disperati che ben conosciamo. Se Macron non si limita a pretendere di ricavare qualche vantaggio di immagine cercando di apparire più abile di noi nel bloccare questa ondata emigratoria, prenda provvedimenti concreti, non solo a parole, là dove gli sarebbe possibile agire davvero, cioè nei paesi subsahariani rimasti per gran parte sotto il controllo dell’esercito francese.

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