Attualità

Domenicale 24-11-19 (desistere)

Nel domenicale scorso (17 novembre) avevo annunciato gli argomenti che, se possibile, avrei svolto nella riunione delle sezioni Pd previste il martedì dopo, 19. Così è stato, in un incontro, presso la sede di via Murri, molto affollato, con ampia serie di interventi, ma non direi sorretti da una particolare avvedutezza politica. Per esempio, il tema di base da me introdotto non è stato ripreso da nessuno. Riguardava la desistenza, cioè l’opportunità, o quasi necessità che il M5S non presentasse una sua lista alle nostre elezioni regionali. Ovviamente non dipendeva da noi ottenerlo, ma trovo alquanto dissennato che nessun altro, oltre al sottoscritto, accennasse all’importanza di quel fatto. Si sa che poi il non aver ottenuto quella desistenza è apparso come un fatto grave, compromettente per il buon esito della nostra lista. Purtroppo il risultato della votazione Rousseau ci è stato avverso, ma nell’occasione è più che opportuno esprimere tutta la diffidenza possibile su quel metodo, non in sé, andiamo ormai verso un’estensione dilagante del ricorso alle consultazioni informatiche, ma ci vorrebbe almeno la regola che eventuali referendum affidati a quella via dovessero considerarsi validi solo se ad accedervi ci si stata la maggioranza degli aventi diritto, Invece in questo caso, funesto per noi, pare che si sia espresso solo un quinto degli aventi diritto, un esito che quindi sarebbe da annullare. Curiosa anche una tesi che pure ha ricevuto il maggiore consenso da parte degli intervenuti, che per sostenere la candidatura Bonaccini non si debba insistere sui meriti pregressi della sua amministrazione, ma invece prospettare future mirabilia. A promettere la luna, in fasi elettorali, sono buoni tutti, mentre il metro più solido appare proprio quello di valutare quanto in concreto è già stato fatto. Un altro mio motivo è stato raccolto, cioè il timore di uno spareggio nel voto regionale tra le città e le campagne, dove le prime votano a sinistra e le altre a destra, come è già accaduto tra Milano e le province lombarde, o tra Londra e le zone rurali, a proposito della Brexit. Io in merito ho ricordato, con un po’ di spocchia da intellettuale, l’esempio classico dell’avvento del Cristianesimo ai tempi dell’impero romano, senza dubbio portatore di progresso, e invece il culto resistente, rivolto agli dei “falsi e bugiardi”, nei pagi, da cui anche il termine di paganesimo.
Oltre ad avere insistito sul desistere, io ho anche ricordato il resistere a oltranza, pronunciato a suo tempo dal magistrato Borrelli. Credo infatti che questa debba essere la trincea di contenimento, anche nel caso malaugurato che si perdessero le elezioni regionali. Non cedere, non andare alla crisi di governo, non rendere felici Salvini e compagni. Quanto alle Sardine, è lecito esprimere qualche nota dubitativa, Al populismo fa da correlato il giovanilismo, i giovani si prestano volentieri a queste parate gioiose e giocose, per spirito emulativo, come è avvenuto anche per la predicazione lanciata dalla Thunberg, ma poi che cosa resta? Non è affatto detto che queste pur belle e incoraggianti folle si mutino automaticamente in voti a nostro favore. Temo che tra i “millennials” prevalga l’astensione dal voto, mette in allarme quel loro altezzoso respingere il patronato di qualsivoglia partito, compreso il nostro. Purtroppo temo che sia in arrivo una nuova ondata di qualunquismo, o quanto meno forse non saremo noi a cogliere i frutti di quell’albero.

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