Il caso Monet
Vedo che ora anche il numero uno attuale della nostra critica d’arte, Vittoro Trione, che si é conquisrato i galloni comoarendo quai ogni domenica sul supplemento del Corriere, accompagnato da sagi poderosi, si sciera a difesa delle Ninfee di Monenet, come un Goldin qualuìlunque che si tiene sretttato oltemodoi un simil ruolo. Quando ero un giovane critico, non davo certo per valida una simile interpretazione, eravamo tutti presi dall’avveno dell’Infomale, di cui non vedevamo alcuna traccia nelle Ninfee, lasciandole allo sfacelo impressionista. Non gli dava per buona neppure la variante d un Informale astratto, di cui caso mai coglievamo tracce più sicure nella Frankentaler. Devo dire che non ho mutato per nulla quel mio giudizio giovanile. Onore senza dubbio alle Ninfeee monettiane, ma non si permettano di andare oltre un pur affascinante sfacelo postimpressionista. Questo il mio giudizio che non cambia, sicuro che era necessario voltar pagina e untare su traguardi più avanzati.