Attualità

Vab Dyck e Rubens

Vav Dyck, quasi un frarello di Rubens

   Genova celebra giustamente Van Dyck, il secondo in ordine di grandezza dei grandi Fiamminghi cui è servito massimamente un soggiono in varie località italiane. Van dyck, rispetto al suoì”maggiore” era più contenuto nella misura dei suoi dipinti, il che lo rese particolarmente adattoi al ritratto, soprattutto a cavallo, che a quei tempi era simbolo di grandezza e prestigio. A nessuno sarebbe venuto in mente di rivolgersi a lui per le affollate scene di omaggio a Maria Medici che riempono di sé un’intera sala del Louvre e sembrano quasi fuoriuscine, la misua più contenuta di Van DYck lo rese particolarmente adatto ai singoli ritratti, magari colti a cavallo, allora simbolo inevitabile di potere.  Insomma, quasi una versione minore e più contenuta del grande Rubens, ma proprio per questo più  maneggevole, e pronta a esprimersi in molteplici versioni, nulla di paragonabile al massiccio elogio che Rubens volse a Maria de’ Medici, che sembra quasi fuoiuscire dalle sale del Louvre che la accogono. Van dyck invece era più riservato, il che lo rese particolarmente adatto alla  misura  del  ritratto, quasi  sempre a cavallo come inevitabile simbolo di potere. Insomma, rispetto alla grandezza di Rubens, misure più ridotte ed accoglienti.

Vav Dyck, quasi un frarello di Rubens

   Genova celebra giustamente Van Dyck, il secondo in ordine di grandezza dei grandi Fiamminghi cui è servito massimamente un soggiono in varie località italiane. Van dyck, rispetto al suoì”maggiore” era più contenuto nella misura dei suoi dipinti, il che lo rese particolarmente adattoi al ritratto, soprattutto a cavallo, che a quei tempi era simbolo di grandezza e prestigio. A nessuno sarebbe venuto in mente di rivolgersi a lui per le affollate scene di omaggio a Maria Medici che riempono di sé un’intera sala del Louvre e sembrano quasi fuoriuscine, la misua più contenuta di Van DYck lo rese particolarmente adatto ai singoli ritratti, magari colti a cavallo, allora simbolo inevitabile di potere.  Insomma, quasi una versione minore e più contenuta del grande Rubens, ma proprio per questo più  maneggevole, e pronta a esprimersi in molteplici versioni, nulla di paragonabile al massiccio elogio che Rubens volse a Maria de’ Medici, che sembra quasi fuoiuscire dalle sale del Louvre che la accogono. Van dyck invece era più riservato, il che lo rese particolarmente adatto alla  misura  del  ritratto, quasi  sempre a cavallo come inevitabile simbolo di potere. Insomma, rispetto alla grandezza di Rubens, misure più ridotte ed accoglienti.

Vav Dyck, quasi un frarello di Rubens

   Genova celebra giustamente Van Dyck, il secondo in ordine di grandezza dei grandi Fiamminghi cui è servito massimamente un soggiono in varie località italiane. Van dyck, rispetto al suoì”maggiore” era più contenuto nella misura dei suoi dipinti, il che lo rese particolarmente adattoi al ritratto, soprattutto a cavallo, che a quei tempi era simbolo di grandezza e prestigio. A nessuno sarebbe venuto in mente di rivolgersi a lui per le affollate scene di omaggio a Maria Medici che riempono di sé un’intera sala del Louvre e sembrano quasi fuoriuscine, la misua più contenuta di Van DYck lo rese particolarmente adatto ai singoli ritratti, magari colti a cavallo, allora simbolo inevitabile di potere.  Insomma, quasi una versione minore e più contenuta del grande Rubens, ma proprio per questo più  maneggevole, e pronta a esprimersi in molteplici versioni, nulla di paragonabile al massiccio elogio che Rubens volse a Maria de’ Medici, che sembra quasi fuoiuscire dalle sale del Louvre che la accogono. Van dyck invece era più riservato, il che lo rese particolarmente adatto alla  misura  del  ritratto, quasi  sempre a cavallo come inevitabile simbolo di potere. Insomma, rispetto alla grandezza di Rubens, misure più ridotte ed accoglienti.

Vav Dyck, quasi un frarello di Rubens

   Genova celebra giustamente Van Dyck, il secondo in ordine di grandezza dei grandi Fiamminghi cui è servito massimamente un soggiono in varie località italiane. Van dyck, rispetto al suoì”maggiore” era più contenuto nella misura dei suoi dipinti, il che lo rese particolarmente adattoi al ritratto, soprattutto a cavallo, che a quei tempi era simbolo di grandezza e prestigio. A nessuno sarebbe venuto in mente di rivolgersi a lui per le affollate scene di omaggio a Maria Medici che riempono di sé un’intera sala del Louvre e sembrano quasi fuoriuscine, la misua più contenuta di Van DYck lo rese particolarmente adatto ai singoli ritratti, magari colti a cavallo, allora simbolo inevitabile di potere.  Insomma, quasi una versione minore e più contenuta del grande Rubens, ma proprio per questo più  maneggevole, e pronta a esprimersi in molteplici versioni, nulla di paragonabile al massiccio elogio che Rubens volse a Maria de’ Medici, che sembra quasi fuoiuscire dalle sale del Louvre che la accogono. Van dyck invece era più riservato, il che lo rese particolarmente adatto alla  misura  del  ritratto, quasi  sempre a cavallo come inevitabile simbolo di potere. Insomma, rispetto alla grandezza di Rubens, misure più ridotte ed accoglienti.

Vav Dyck, quasi un frarello di Rubens

   Genova celebra giustamente Van Dyck, il secondo in ordine di grandezza dei grandi Fiamminghi cui è servito massimamente un soggiono in varie località italiane. Van dyck, rispetto al suoì”maggiore” era più contenuto nella misura dei suoi dipinti, il che lo rese particolarmente adattoi al ritratto, soprattutto a cavallo, che a quei tempi era simbolo di grandezza e prestigio. A nessuno sarebbe venuto in mente di rivolgersi a lui per le affollate scene di omaggio a Maria Medici che riempono di sé un’intera sala del Louvre e sembrano quasi fuoriuscine, la misua più contenuta di Van DYck lo rese particolarmente adatto ai singoli ritratti, magari colti a cavallo, allora simbolo inevitabile di potere.  Insomma, quasi una versione minore e più contenuta del grande Rubens, ma proprio per questo più  maneggevole, e pronta a esprimersi in molteplici versioni, nulla di paragonabile al massiccio elogio che Rubens volse a Maria de’ Medici, che sembra quasi fuoiuscire dalle sale del Louvre che la accogono. Van dyck invece era più riservato, il che lo rese particolarmente adatto alla  misura  del  ritratto, quasi  sempre a cavallo come inevitabile simbolo di potere. Insomma, rispetto alla grandezza di Rubens, misure più ridotte ed accoglienti.

Vav Dyck, quasi un frarello di Rubens

   Genova celebra giustamente Van Dyck, il secondo in ordine di grandezza dei grandi Fiamminghi cui è servito massimamente un soggiono in varie località italiane. Van dyck, rispetto al suoì”maggiore” era più contenuto nella misura dei suoi dipinti, il che lo rese particolarmente adattoi al ritratto, soprattutto a cavallo, che a quei tempi era simbolo di grandezza e prestigio. A nessuno sarebbe venuto in mente di rivolgersi a lui per le affollate scene di omaggio a Maria Medici che riempono di sé un’intera sala del Louvre e sembrano quasi fuoriuscine, la misua più contenuta di Van DYck lo rese particolarmente adatto ai singoli ritratti, magari colti a cavallo, allora simbolo inevitabile di potere.  Insomma, quasi una versione minore e più contenuta del grande Rubens, ma proprio per questo più  maneggevole, e pronta a esprimersi in molteplici versioni, nulla di paragonabile al massiccio elogio che Rubens volse a Maria de’ Medici, che sembra quasi fuoiuscire dalle sale del Louvre che la accogono. Van dyck invece era più riservato, il che lo rese particolarmente adatto alla  misura  del  ritratto, quasi  sempre a cavallo come inevitabile simbolo di potere. Insomma, rispetto alla grandezza di Rubens, misure più ridotte ed accoglienti.

Vav Dyck, quasi un frarello di Rubens

   Genova celebra giustamente Van Dyck, il secondo in ordine di grandezza dei grandi Fiamminghi cui è servito massimamente un soggiono in varie località italiane. Van dyck, rispetto al suoì”maggiore” era più contenuto nella misura dei suoi dipinti, il che lo rese particolarmente adattoi al ritratto, soprattutto a cavallo, che a quei tempi era simbolo di grandezza e prestigio. A nessuno sarebbe venuto in mente di rivolgersi a lui per le affollate scene di omaggio a Maria Medici che riempono di sé un’intera sala del Louvre e sembrano quasi fuoriuscine, la misua più contenuta di Van DYck lo rese particolarmente adatto ai singoli ritratti, magari colti a cavallo, allora simbolo inevitabile di potere.  Insomma, quasi una versione minore e più contenuta del grande Rubens, ma proprio per questo più  maneggevole, e pronta a esprimersi in molteplici versioni, nulla di paragonabile al massiccio elogio che Rubens volse a Maria de’ Medici, che sembra quasi fuoiuscire dalle sale del Louvre che la accogono. Van dyck invece era più riservato, il che lo rese particolarmente adatto alla  misura  del  ritratto, quasi  sempre a cavallo come inevitabile simbolo di potere. Insomma, rispetto alla grandezza di Rubens, misure più ridotte ed accoglienti.

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