Attualità

Dom. 22-3-20 (ancora virus)

Nei miei vari domenicali dedicati al corona virus ho sbagliato in un punto, nell’esprimere qualche dubbio che il contagio si potesse espandere in altri Paesi allo stesso ritmo subito da noi, invece pare che le macchie rosse, sulle carte geografiche, si stiano allargando. Però non è stata saggezza o previdenza, da parte nostra, nel prendere per primi certi provvedimenti, bensì l’esito di una aggressione che abbiamo subito con circa un mese o più di anticipo, e in una misura che al momento non ha riscontro altrove. E dunque, restano gli interrogativi, cui dovremo pur tentare di rispondere: perché noi con tanto anticipo e in misure così macroscopiche? Si noti che questi dati enormi riguardano sia il numero dei contagiati sia quello dei defunti, noi su entrambi i fronti abbiamo un record assoluto. Sul primo punto, ripeto la mia richiesta, rimasta priva di risposta: come avviene un conteggio così preciso, “ad diem” e “ad personam”, dei nuovi contagiati? E non sarebbe il caso di adottare parametri di misura unitari in tutta la UE, ora che anche gli altri Paesi sono interessati come noi? Noto un fideismo, un lassismo sconcertanti, in tempi in cui i vari commentatori si disputavano su ogni dato possibile, nei vari salotti televisivi. Ora l’interrogativo mi sembra impellente: come fa il commissario Borrelli a snocciolarci imperturbabile alle 18 di ogni pomeriggio il numero esatto dei nuovi contagiati? Come già dicevo, nella più parte dei casi si dovrebbe trattare di una autocertificazione, dato che si fa giustamente divieto, in presenza di eventuali sintomi, di accorrere negli ospedali per farsi eseguire un tampone, né c’è la possibilità di mandare dei monatti a eseguire sul posto una verifica del genere. Dunque, questi dati dovrebbero essere del tutto incerti e opinabili, altrettanto si dica dei guariti. Anche qui, si tratta di autocertificazioni? Ma veniamo al capitolo macabro dei decessi, in cui deteniamo un triste record mondiale, con concentrazione in alcune regioni. Anche qui, ci si vuole fornire un po’ di statistiche, quanti sono stati i deceduti nelle altre stagioni invernali? E non è che subiamo l’infausta decisione di aver costituito le cosiddette zone rosse, cioè di aver racchiuso come in lazzaretti espansi i poveri abitanti di certi Comuni, sul tipo di Lodi? In definitiva, abbiamo tanto stigmatizzato l’idea balorda del premier inglese Johnson di dare via libera al contagio, puntando a una immunizzazione di gregge, ma noi, prima di lui, abbiamo fatto lo stesso, invece che andare a sceverare, caso per caso, chi avesse frequentato dei cinesi, o avesse comunque chiari segni di contagio, abbiamo chiuso il recinto, a questo modo abbiamo costituito delle bombe esplosive che poi hanno trasudato attraverso gli interstizi andando a contaminare i territori limitrofi. Questo è un modo per spiegare un eccesso di morti, altrimenti arcano, o da affidare a un qualche demone perverso a noi ostile. Inoltre gli stessi ricoveri per anziani, ahimè, si sono mutati in orride camere a gas, provocandone le morti a catena, anche questo sarebbe un dato da appurare, ovvero quanti tra i deceduti non provenivano da focolari domestici ma si trovavano condannati a una inevitabile contaminazione di gruppo?

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