Attualità

Dom. 3-11-19 (resistere)

Per stigmatizzare con efficacia la situazione attuale credo che nulla valga meglio che ripetere lo slogan usato da Saverio Borrelli, al culmine di “Mani pulite”, “resistere resistere resistere”. In questo caso ovviamente lo si deve applicare al governo giallo-rosso, pur sempre sovrastato dal rischio che se cede, il Paese viene consegnato a quel Mussolini in sedicesimo, ma non per questo meno pericoloso, che è Matteo Salvini. E’ sconcertante sentire i “soliti” noti, convocati dalla Gruber e da altri salotti televisivi, ripetere scuotendo la testa che no, così non va, non c’è feeling tra i Cinque stelle e il Pd. Come se ci fosse stato quando si era effettuato il matrimonio ancora più assurdo e a freddo tra Lega e Pentastellati, origine di ogni nostro male, Ho già ripetuto non so quante volte che invece di elogiare il Presidente Mattarella dovremmo inveire contro di lui per aver provocato quella unione contro natura solo per evitare le grane che allora sarebbero state costituite da un sacrosanto andare a nuove elezioni, da cui sarebbe saltato fuori un governo di centro-destra, ma senza dare a Salvini un ruolo prioritario. Si temono i risultati avversi delle elezioni regionali, ma di quella nell’Umbria il buon senso ha portato a far valere la parzialità del responso, dato l’esiguo numero dei chiamati alle urne. Ora ci attende il responso ben più impegnativo della consultazione in Emilia Romagna. Dio non voglia che esso risulti negativo per il Pd, ma se anche così fosse, non ne verrebbe fuori la crisi automatica dell’attuale governo. O meglio, si ricreerebbe la situazione di qualche mese fa, in cui saremmo stati costretti a procedere col governo giallo-verde, a meno che “qualcuno” non provocasse la crisi. E anche dopo un eventuale insuccesso nelle prossime Regionali, se i membri del governo mantengono i nervi a posto, non succede nulla, Mattarella non ha assolutamente il potere di sciogliere il Parlamento, non mi risulta che sia al servizio dei sondaggi di Pagnoncelli. Ecco la ragione del ripetere anche oggi l’appello al “resistere” ad ogni costo. Certo, la carta di una alleanza organica tra i due partiti leader del governo non ha funzionato, in Umbra, potrebbe però funzionare un patto di desistenza, ovvero il M5S, che certo in Emilia non può fare molto, dovrebbe non presentare una propria lista e invitare i propri aderenti a votare per la lista Pd, al fine di non sottrarre voti a quest’ultimo, in un numero che, se anche esiguo, potrebbe però essere proprio la causa della perdita nel confronto con la Lega.

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