Attualità

Dom. 31-3-19 (governo)

I nostri due principali quotidiani titolano oggi, il “Corriere”, “Lega-M5S, ora è alta tensione, e la “Repubblica”, con quegli enormi caratteri a scatola portati dalla nuova direzione, “Governo, prove di divorzio”. E’ insomma l’ovvio, consensuale riconoscimento di quanto sia stata scellerata la composizione dell’attuale governo. Il bello, o il brutto è che nessuno si azzarda a mettere sotto processo il responsabile di questo dannoso pateracchio, il presidente della repubblica Mattarella, che lo ha fatto per evitare le grane che gli avrebbe procurato un più onesto proposito di portarci a nuove elezioni. Purtroppo non si vede come il malo connubio possa cessare, le elezioni di cui ora siamo tutti in attesa riguardano l’Europa, e dunque quale ne sia l’esito, i due contraenti del matrimonio contro natura potranno chiamarsene fuori, anche perché un eventuale divorzio porrebbe a entrambi più guai che vantaggi. I Pentastellati in definitiva potrebbero sperare di riguadagnare qualche punto, visto che ora si sono messi di caccia a contrastare le mosse vincenti della controparte, inoltre può darsi che il loro relativo successo nell’aver varato il reddito di cittadinanza riporti a loro il voto dei giovani, in ogni caso non hanno alternativa, all’aggrapparsi al corpo della Lega, come un pugile suonato che tenta solo di prolungare il suo rimanere in piedi nel ring. Quanto a Salvini, egli non potrà andare oltre quel 30 e passa % di cui già dispone, e poi, perché rinunciare alla comoda possibilità di mettere alle strette l’attuale alleato, visto che gli riesce così bene di ricattarlo? Morale della favola, nulla lascia sperare che dopo le elezioni si renda inevitabile una caduta del governo, questo potrà rimanere in piedi a fare danni, col tacito consenso del timido Mattarella, che non ha certo la stoffa di un Napolitano, e che dunque non assumerà mai la responsabilità di mandare a casa i due partner di cui lui stesso ha benedetto a suo tempo le nozze. E dunque, i gialloverdi potranno continuare nella loro opera sistematica di dissesto inflitto a tutti i nostri parametri, fino a esiti catastrofici.

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