Attualità

Balzano, un nostro Celine?

Balzano, un nostro Celine?

Ho ricevuto con gran piacere l’ultimo prodotto di Mario Balzano, L’ultimo arrivato. Forse grato a me per passate recensioni positive a suoi precedenti lavori. Confermo in pieni il mio giudizio positivo su d lui, e anzi mi chiedo se sia entrato in lista per il conferimento  del Premio Strega, di cui mi sembrerebbe del tutto degno. C’è un primo tempo  che il nostro anti-eroe consuma nel Sud, in un quadro di miserie e angustie che la nostra narrativa, molto affezionata al Sud, ci ha ben insegnato, la stessa angustia che spinge i meridionali a emigrare a Nord, a Milano, il che avviene anche in questo caso, con una eccellente presentazione della città del Nord, con i suoi viali rettilinei, i palazzoni maestosi ma inerti, quasi privi di vita. Comunque, molto importante è questa scelta da parte di Balzano di muoversi nella capitale del Nord, di cui sperimenta tutte le difficoltà, la penuria, le miserie, dovendosi infine accontentare del nimo ruolo del rider, del consegnatore di cibo a domicilio. Un quadro perfetto di scontri e rivalità coi colleghi, di mancata accoglienza da parte degli stessi destinatari, di lotta tra altri disgraziati per procurarsi un po’ di cibo quotidiano. Il tutto narrato in modi crudi, con una documentazione perfetta di tutti  i guai e disagi riservati da una condizione del genere per chi ne resta vittima. In fondo, sta proprio nella novità di muoversi in questo universo di squallore e di misere il fascino di questa narrazione, di cui Balzano non ci nasconde nessun aspetto di disagio, lotte coi colleghi per un po’ di cibo, per la conquista di un giaciglio di fortuna, tra l’indifferenza o addirittura l’ostilità di chi invece dovrebbe dimostrare un po’ di gratitudine per quelle consegne a domicilio.

Marco Balzano, L’ultimo arrivato, Einaudi, pp. 196, euro 13.

Standard