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Omaggio a Moreni

Omaggio a Moreni

L’autorevole Artribune dedica un piccolo spazio a Marìttia Moreni, grande artista che non ha ancoa ricevu l’attenzione che meriterebbe e che ne farebbe un comcorrente di Vediva, artista più furboi, anche perché  ben aiutati dalla moglie, menre  Moreni è andato sempre alla bajonetta, e non ha avuto paura di cambiare stile fino all’ultimo, entrando in fiera disputa con la leva degli statunirnsi mescolando come loro scrittura e pittura. Gli è stata di ostacolo una delle due figlie, Francesca, che ha fatto di tutto per impedire che al padre si dedicasse una grande mostra. Ci aveva  provato il gallerista Spadon,  da non confondere con Claudio Spadoni chei invece di Moreni è stato studioso attento e diligente. Spadon aveva tentato che Moreni  avesse una mostra adeguata al suo merito a Rimini, ma con la infelice idea di metterlo in concorrenza con il grande regista Fellini, confronto del tutto inadeguato, e ci si era messa di traverso anche una delle due figlie, Francsca con cui io stesso ho avuto un rapporto difficile e contrastato. E dune Moreni, nonostante i suoi meriti non  ha avuto riconoscimenti adeguati, anche perché ha mutato spesso stile, alla fine aveva   colto la sfìda dei ben più gioovani Writers statunitensi mescolando scrittura e pittura: Aveva avuto pure contro una delle due figlie, Francesca che pur fingendo di volerlo difendere ne aveva bloccato vari tentativi di rendergli un onore adeguato, come come aveva fatto il gallerista Spadon tentando di fargli una nostra a Rimini, ma in una inutil e concorrenza con Fellini.  A differenza di lui, Vedova ha avuto uno svolgimento più tranquillo, anche perchè alquanto ripetitivo fino alla monotinia; Moreni invece aveva cambiati stile a ogni piè  sospinto, fino all’ultimo quando ha studiato i ben più giovani e fortunati Writers statunitensi mesconado scrittura e pittura. Il gallerista  Spadon,  da non confondere col critico Claudio Spadini,  ben più attento e cauto nelle sue mosse, aveva tentati di dedicargli una retrospettiva a Rimini, ma in una inutile  concorrenza con il grande regista Fellini dove evidentemente ben poco spazio c’era per Moreni. L’artista aveva avuto contro una delle due figlie,  Francesa,  forsre troppo gelosa dell’immagine paterna aveva impedito a chiunque di impossessarsene. Ora che è morta il campo  appare più sgombro, e Moreni potrebbe venire riconosciuto nella sua virtù principale, quella  di cambiare stile ad oigni passo, a risconrtro dell’andament invece più regolare e quasi monoono di un suo concorrennte, Mario Vedova. Sarebbe l’ora giusta per raccogliere le sparse membra dell’artrista  e forse tocchrebbe a S. Sofia che ne possiede già alcuni capolavori, mettere a dispisizione di una sua mostra unitaria ogni sazio disponibile, oltre al Museo Stoppioni di cui potrebbe occuoare anche il pianterren, e occupare purelo pazio detto  delle  Mille luci.

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