Attualità

Dom. 14-6-20 (zona rossa)

Sarò persona di corto intelletto, come del resto dimostra questa mia stessa mania di insistere con un inutile blog, ma proprio non capisco tutto l’attuale arrovellarsi attorno alla questione della mancata indizione di una zona rossa a protezione delle località bergamasche di Alzano e Nembro. Se c’è una logica, l’isolare un’area sembrerebbe essere un provvedimento più a difesa degli esterni che degli interni. Avendo constatato che gli abitanti di quel certo territorio sono contaminati al massimo, bisogna evitare che portino fuori l’infezione. Tanto peggio per loro. Infatti la logica di un intervento del genere è di condanna dei residenti, costretti a un lazzaretto a cielo aperto, a procurarsi quella che è stata detta una immunità di gregge, come predicava il premier inglese, prima di cadere lui stesso in preda all’infezione. Semmai, il problema era di condurre accertamenti minuziosi sui residenti, applicando il più possibile i tamponi, e poi, perché quella da me tante volte lamentata svalutazione della misura semplice, di pronto effetto, del termoscanner? Insomma, bisognava accertare con cura chi, in quelle due località, fossero gli affetti di contagio, applicando gli stessi controlli anche ai lavoratori delle varie aziende rimaste in attività. Il problema cruciale, inspiegabile, vergognoso è stato quello della totale insufficienza degli ospedali di quei due paesi, proprio per queste ragioni invece di chiudere i confini, bisognava lasciarli aperti in modo da consentire il trasporto dei bisognosi di cure in altri ospedali vicini. Il nocciolo sta in questo, la totale impreparazione proprio degli istituti sanitari di quei due Paesi a reggere l’onda d’urto abbattutasi su di loro. Una risposta ce l’abbiamo già, un terzo dei morti è dipeso dal totale abbandono dei ricoveri per anziani, esposti al contagio in modo indiscriminato. Ma anche i ricoveri in apparenza a regola d’arte sono risultati manchevoli, insufficienti. Meglio era forse lasciare gli ammalati nelle loro case, farvi intervenire i medici curanti con bombole d’ossigeno. In conclusione, altro che intentare un processo per stabilire chi ha impedito la creazione di una zona rossa in quelle lande maledette, ci vuole un processo per certificare le colpe per non aver effettuato un controllo capillare sugli abitanti alla ricerca dei portatori di contagio, e soprattutto per aver lasciato le strutture sanitarie in uno stato di totale inadeguatezza.

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