Attualità

Dom. 9-8-20 (Speranza)

I miei pochi lettori sanno che nelle puntate precedenti avevo inalberato il detto, riferito ai virologi, ovvero ai nuovi monatti, “finché c’è contagio c’è speranza”. Stranamente mi era sfuggita l’identificazione col nome di Speranza, ministro della salute, e dunque ora sono ben lieto di rovesciare la frase, dichiarando che “finché c’è Speranza (al ministero), c’è contagio”, nel senso che le sue incerte fortune restano a galla finchè circola il timore del contagio. Il personaggio è uno di quegli ultra-sinistri che se ne erano andati da Pd non sopportando Renzi, e costituendo la schiera di reprobi detta LEU. Non si vede perché mai, ora che il cattivo Renzi se n’è andato, non rientrino nell’ovile, e neppure perché l’attuale segretario Zingaretti non tenda loro la mano, col che anche nei pronostici il Pd si avvicinerebbe molto alla Lega. Coltivo anche il sogno che pure Italia viva vi rientri, visto il suo fallimento numerico, ma non di idee, in quanto Renzi resta la principale testa pensante di una sinistra magari non gradita da Speranza e compagni. Il quale ministro ha fatto una gaffe enorme, scordandosi di avvisare che col 31 luglio non era affatto scaduta la stupida regola della distanza sociale. Trenitalia aveva colto al balzo quella omissione accettando prenotazioni a posti completi sulle FR. Il divieto che Speranza si è affrettato a ribadire ha creato, come tutti sanno, un caos incredibile nei vacanzieri, suscitando un danno ben superiore a quello di eventuali contagi. Oggi leggo sul “Corriere” che ormai c’è una ribellione a livello regionale contro quell’assurdo criterio, che serve solo a Speranza a prorogare all’infinito i suoi poteri. In questo momento mi trovo a Cortina dove sono ferme le funivie, con la conseguente perdita di lavoro per tutti gli addetti e per i rifugi a cui si potrebbe comodamente accedere col mezzo pubblico. Ci sono casi estremi, come quello di Radio Cortina che nega l’accesso alle sue stanze, scomode da raggiungere salendo ben quattro pianerottoli privi di ascensore, e dunque non certo aperti a una frequentazione di massa. I cattivi ministri sono soprattutto in carico dei Pentastellati, come Bonafede, che invece dovrebbe essere subito ribattezzato in Malafede, in quanto ha rinunciato ad affidare a quel magistrato l’incarico di rilievo nelle carceri per paura della reazione dei mafiosi condannati al rigore del 41 bis. E pessima ministra è pure l’Azzolina, che non capisce che se non viene meno il criterio della distanza non può far ripartire l’anno scolastico. Magari si possono moltiplicare i banchi, ma non gli insegnanti, che erano già insufficienti prima del coronavirus, e lo sarebbero ben di più, se proprio nel rispetto dei precetti di Speranza si volessero moltiplicare le classi per consentire che ognuna ospiti solo una decina di allievi, tutti ben lontani tra loro, e magari anche sottoposti a tampone. Si sa che il tampone è la grande arma in mano a chi vuole perpetuare il contagio. Basta farne qualcuno di più, e il numero risale. Io non conosco nessuno che sia stato “tamponato”, nell’intera città di Bologna coi suoi 300-000 abitanti, O quanto meno, nessuno di mia diretta conoscenza. Come si sa, l’ultima Speranza dei nostri volonterosi nuovi monatti è il conteggio degli asintomatici, Quasi per definizione, se uno in questo momento non rivela di essere contagiato, resta sempre da giocare la carta di farne un asintomatico, e così il numero può salire.

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