Attualità

Dom. 8-3-20 (virus 3)

Siamo ancora immersi nel “pasticciaccio brutto” del corona virus, per cui dovrei ripetere quanto già detto nei domenicali precedenti. Comunque, riassumendo, o si dimostra che in Italia, in Lombardia, si è impiantato un ceppo autonomo di quel virus, ma non si capirebbe chi ce lo ha fatto piovere addosso, il destino, una contraria congiunzione di astri? O questa possibilità non esiste, il virus ha preso massiccia origine a Wuhan e dintorni, e allora siamo stati noi a non gestirne bene gli arrivi dalle nostre parti, a differenza degli altri Paesi del mondo intero, con eccezione della Corea, ma per ovvie ragioni di vicinanza con la fonte prima dell’infezione. E dunque, è colpevole l’intera sfornata dei nostri pseudo-tecnici, a cominciare dal vacuo, occhi spenti, linguaggio involuto e incomprensibile, Borrelli, responsabile della protezione civile. Noi dovevamo procedere alla ricerca dei provenienti dalla Cina obbligandoli alla quarantena protettiva. Chiudendo invece in sacche i constatati casi positivi, come è avvenuto a Lodi e dintorni, e ora addirittura in un’intera regione, la Lombardia, abbiamo trasformato questi luoghi in delle specie di navi da crociera, di quelle da cui soprattutto gli italiani hanno il divieto assoluto di scendere, ma con l’effetto di contagiare tutti gli altri imbarcati, costretti a una vicinanza forzata. Oppure, altro fattore rovinoso, come ha detto col buon senso che lo distingue il conduttore domenicale di “questa non è la Rai”, Massimo Giletti, abbiamo ecceduto nei controlli, nell’applicazione dei tamponi. Ricordiamoci del detto “chi cerca trova”, o di una possibile variante del “cherchez la femme”, che diventa “cercate con pervicacia i portatori di questo virus”, anche per cenni minimi, senza riuscire a distinguere tra loro e la banale influenza stagionale. Quanto ai morti, siamo all’umor nero, in quanto ce ne snocciolano i numeri, ma accompagnandoli per lo più dall’avviso che sono anziani e vittime di gravi patologie. Dunque, qual è l’influsso del corona virus, in quale percentuale entra nell’esito infausto? Per favore, dateci i numeri statistici della mortalità dei mesi invernali, quale si è verificata negli anni passati. Solo una eventuale eccedenza potrebbe divenire la spia di un preciso influsso del virus. Ci siamo consolati con l’assurda pretesa di non essere stati i malaugurati affossatori di noi stessi, ma al contrario i bravi e prudenti primi della classe, che hanno fatto i compiti col rigore che ci voleva. Ma gli altri non ci hanno seguiti, la malattia oltre frontiera non si è estesa a macchia d’olio. Dovunque sono pronti ad additarci come colpevoli, rifiutando la nostra presenza, e perfino quella dei nostri prodotti alimentari. Eravamo già gli ultimi della classe per sviluppo economico, ora lo siamo per scarsità di igiene, per attitudine alla malattia, divenuti una misera congrega di untori che ogni paese civile allontana con sdegno da sé. Qualcuno, a posteriori, dovrà pagare per un esito così disastroso.

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